Martedì 8 agosto un evento dedicato a Gino Moscarà, pittore trapanese scomparso venti anni fa

A vent’anni dalla morte, ricordare Gino Moscarà pittore vuol dire raccontare la storia collettiva di una stagione di lotta, entusiasmo e impegno per fare dell’arte un pezzo di città.

Martedì 8 agosto il Chiostro di San Domenico ospiterà un evento dedicato a Gino Moscarà, pittore trapanese scomparso venti anni fa.

Una selezione di opere pittoriche accompagnerà i visitatori attraverso la sua ricerca artistica, dall’olio alla china, dalla tela al cartoncino, con cui “dietro lo schermo della sua apparente freddezza e compostezza, denuncia, in chiave drammatica, lo scadere dell’uomo dalle sue ragioni di naturale vitalità ed altre che lo sofisticano, lo imprigionano, lo assottigliano, fino a depauperarlo della sua anima e della sua vera essenza”. (Rolando Certa)

Quella di Gino è una storia trapanese che attraversa almeno due decenni di vita della città, e San Domenico ne è un luogo simbolo. Fin da giovanissimo mostra grande interesse per la pittura e frequentando il piccolo Cenacolo di Minico Messana entra in contatto con tutti gli artisti attivi in quegli anni di grande fermento.

Partecipa all’esperienza della Manciniana nel 1968 e l’anno successivo fonda il Gruppo “R69” con i pittori Vito Stabile, Filippo Castro, Tanino Basiricò e Gino Lipary: in contrapposizione frontale con l’estabilishment culturale trapanese, questi ragazzi trovano nell’aggregazione un modo concreto per farsi sentire e rivendicare spazi e modi espressivi.

Ma l’esperienza più significativa per Gino inizia nel 1976, quando fonda con Tanò l’associazione artistico culturale “La Scalinata”, che proprio a San Domenico organizzava le sue collettive. Il nome dell’associazione era già un manifesto, in cui dichiarava di voler essere, attraverso la pittura e la fotografia, un pezzo di città e di quel centro storico che in quegli anni veniva abbandonato e spopolato.

Fedele a questo spirito, VENTI17 non vuole essere soltanto un omaggio all’artista, ma un momento di incontro e riflessione sulla cultura nella nostra città. Una vera conversazione, che farà dialogare i protagonisti della scena culturale trapanese di ieri e di oggi, le testimonianze e i progetti per il futuro. Prendendo in prestito alcune parole dalla terza Scalinata (1978): “non siamo qui per lodare, ma per discutere e gridare”.

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