Salone, Le riflessioni sul voto

Le riflessioni sul voto dell’ex consigliere Comunale Francesco Salone candidato alle Regionali 2017

Dati alla mano emerge netta la volontà degli elettori in provincia di Trapani di non recarsi alle urne. L’affluenza è calata del 2% . Non considerando il fenomeno “5 stelle” – perché di fenomeno si tratta, visti i candidati in lista, alcuni dei quali sconosciuti, e quindi, senza alcun merito politico non avendo mai avuto, oltretutto, modo, di dimostrare le proprie capacità – è bene soffermarsi sugli altri risultati.

Dopo un’attenta analisi, a distanza di una settimana, al netto dell’emotività, e non a caldo perché tramortito dalla delusione legata alla mia città priva di deputato, non posso dirmi soddisfatto. Leggo tuttavia alcuni elementi positivi avendo ottenuto al comune di Trapani 1426 preferenze. In pratica risulterei il secondo politico più votato dopo Giacomo Tranchida. Il quale è stato, è bene ricordare, 10 anni sindaco del comune di Valderice, 10 anni sindaco del comune di Erice e 5 anni consigliere provinciale, ragion per cui, non è paragonabile alla mia unica esperienza quinquennale di consigliere comunale a Trapani. Inoltre, in preferenze ho sopravanzato, addirittura, i due Onorevoli Questori uscenti Paolo Ruggirello e Nino Oddo avendo ottenuto, rispettivamente, 993 e 729 preferenze.

Mi preme sottolineare, inoltre, di aver dimostrato una leadership indiscussa nei comuni di San Vito Lo Capo, Custonaci e persino Buseto Palizzolo.

Di converso rilevo che, purtroppo, il capoluogo non ha voluto esprimere un deputo trapanese che rappresentasse il territorio all’Ars. A differenza di comuni, come ad esempio Marsala, dove i cittadini opportunisticamente hanno votato compatti il loro candidato Stefano Pellegrino, che solo a Marsala ha sfiorato le 5.000 preferenze.

Noi trapanesi diamo, invece, i voti agli estranei come la Calvanico di Mazara del Vallo e Gucciardi di Salemi.

Quindi, ad una lettura attenta e corretta, relativa soprattutto a liste e candidati, vien da pensare ad una logica, magari voluta da qualche senatore trapanese, che dopo un quarto di secolo, non vuol vedere pregiudicata la sua leadership.

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