La nuova giunta aumenterà le regolamentazioni sul gioco nella regione?

La Sicilia ha un nuovo Presidente, ha una nuova giunta. Questa elezione avrà dei risvolti in ogni settore pubblico, compreso quello del gioco. La Sicilia è una delle prime regioni per spesa annuale complessiva nel gioco, i dati nazionali dicono che il 48% dei giocatori italiani risiede al Sud e la Sicilia è seconda solo alla Campania per la spesa di gioco, con oltre 4 miliardi di euro annuali, un dato del 2016.

Alcuni capoluoghi, in primis Enna, non sono stati presi dalla febbre del gioco, mentre i punti sensibili sono le città importanti, soprattutto Palermo e Catania. A questo punto c’è da chiedersi se con la nuova giunta aumenteranno le regolamentazioni a livello regionale sul mercato del gioco, anche considerando che negli ultimi due anni in Sicilia stanno nascendo sempre più associazioni di contrasto al gioco d’azzardo. L’anno scorso si è parlato dell’adozione di un distanziometro, ma ancora non si è raggiunto un accordo definitivo a riguardo. La regione si è quindi concentrata sulla lotta al gioco illegale, pericoloso sia per i giocatori che per le imposte statali.

Nel 2016 la polizia ha sequestrato oltre 300 slot machine illegali e ha avviato un’indagine che ha portato alla denuncia di 30 persone legate al giro d’affari fuorilegge. Al momento la regolamentazione nazionale, gestita dall’AAMS, afferma che solo gli esercenti con licenza statale sono autorizzati a far parte del business. Stesso discorso vale per il gioco online, che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede grazie alla diffusione dei dispositivi mobili: i siti di gioco con licenza AAMS possono offrire alternative ai giocatori, mentre bisogna diffidare dei siti che non presentano il logo dell’ente statale.

Inoltre il governo sta inserendo nuove tassazioni sul gioco e aumentando quelle già presenti, un discorso che la regione siciliana dovrà affrontare cercando di adattarsi ai nuovi regolamenti cercando di tenere aperto il business. Tra le altre regolamentazioni ci sarà un maggiore controllo delle vincite e pene più pesanti per i fornitori che non denunciano casi sospetti. In una realtà come quella siciliana, non è semplice capire le ripercussioni che queste nuove regole avranno sulle piccole imprese ed i vari esercenti.

Ma le imposte sul gioco sono uno dei maggiori introiti per lo stato italiano e valgono ogni anno oltre 8 miliardi, quindi si può immaginare che la Sicilia, come il resto d’Italia, troverà il modo di adattarsi alla realtà normativa del settore.