Gambling, perché non si ferma la pubblicità? Ora tocca anche alla Sicilia

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La manovra del governo contro la diffusione del gioco d’azzardo, e di conseguenza della ludopatia, mirerà alla limitazione delle pubblicità. È questo che trapela dalle prime ipotesi di azione per quanto riguarda la manovra del 2018, che confermerà il lavoro svolto durante quest’anno per poi muoversi nell’ambito delle comunicazioni. Sarà importante anche il ruolo degli enti locali, chiamati a supportare (e in qualche caso prevedere) l’azione del governo. E in questo la Sicilia può essere una pedina importante.

I dati relativi ai primi nove mesi del 2017 confermano un aumento degli investimenti dei siti di gambling sulla pubblicità. Nel periodo preso in considerazione sono stati 45,9 i milioni di euro spesi, l’1,4% dei 45,1 nello stesso lasso di tempo del 2016. Il mezzo più interessante per gli operatori si conferma la televisione, che con 39,4 milioni di euro costituisce l’85,8% della spesa totale. Come è facile da immaginare, è invece in crisi il mercato pubblicitario della carta stampata, crollata da 2,9 a 1,5 milioni di euro. Può sorprendere invece il boom degli investimenti sulla radio, schizzati del 900% fino a toccare i 2 milioni.

Mentre queste statistiche preoccupano le istituzioni, un altro caso di pubblicità legato allo sport ha fatto discutere. Dopo la vicenda dello sponsor sulla maglietta della nazionale, il calcio italiano è tornato a far parlare di sé per questioni pubblicitarie. La Lega Serie A ha infatti firmato un accordo con un sito di scommesse “.com”, e quindi non soggetto ai controlli di AAMS, l’ente regolatore in Italia. Inutile dire quanto questo sia illegale, e rischi di vanificare gli sforzi compiuti dallo Stato fin dalla legalizzazione del gioco online per proteggere i giocatori. Un doppio affronto al governo, che nel frattempo sta lavorando per limitare la pubblicità degli operatori di gambling. La parte più radicale del movimento “no slot” vorrebbe il totale divieto delle comunicazioni commerciali audiovisive e radiofoniche che promuovono l’azzardo, come dichiarato dal senatore Endrizzi. Difficilmente il provvedimento sarà approvato già nella manovra 2018, ma una spinta preziosa può arrivare dalle regioni.

In questo contesto la Sicilia può avere un ruolo prezioso, essendo una delle regioni meridionali che pare avere preso a cuore la questione. Il divieto delle pubblicità è uno dei capisaldi delle linee guida sulla prevenzione del GAP approvate dall’Assessorato della Salute della Sicilia, e la regione potrà contare sui fondi erogati dallo Stato per la loro applicazione. L’ultima conferenza Stato regioni ha infatti stabilito l’erogazione di 45 milioni di euro per il contrasto alla ludopatia: la Sicilia ne riceverà ben 3,7, quarta cifra più alta a livello nazionale. Per ridurre l’impatto di una mancata pubblicità sui mezzi di comunicazione locali, un incentivo con questi fondi può essere fondamentale. Nel frattempo un’ulteriore appoggio alla volontà regionale di scendere in campo contro l’azzardo è arrivata dal Tar regionale, che ha confermato la validità dei limiti orari imposti dal comune di Messina. La motivazione, si legge dalla sentenza, è che i motivi pubblici vengono prima di quelli economici. Un messaggio che forse, piano piano, sta passando anche a livello nazionale.

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