«Non siamo razzisti, ma»: a Trapani si dibatte d’immigrazione e Ius Soli

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«Non siamo razzisti, ma …» è il titolo della manifestazione promossa dall’associazione “A Misura d’Uomo” e che si svolgerà il prossimo sabato 9 dicembre, con inizio ore 16, presso la sala “Laurentina” messa cortesemente a disposizione dalla parrocchia San Lorenzo.

«Il titolo, chiaramente provocatorio, vuole introdurre un tema caldo del nostro tempo – spiega l’organizzatore Natale Salvo – e che trova conflitto anche fra alcuni stessi cattolici per i quali l’accoglienza verso il prossimo, verso gli ultimi, dovrebbe essere un sentimento già acquisito per Fede».

«Snoccioleremo i dati del fenomeno immigratorio, parleremo dell’invasione che non c’è (in Italia sono presenti molti meno immigrati che all’estero), illustreremo la normativa sulla “Ius Soli” e sulla “Ius Culturae” sulle quali ci si accapiglia senza conoscerne i veri contenuti, faciliteremo i cittadini presenti all’incontro a esternare le proprie opinioni», aggiunge il segretario dell’associazione “A Misura d’Uomo”.

«Soprattutto – precisa Salvo – porteremo delle testimonianze dirette, quelle dell’ingegnere Kossi Djika e di Lexy, ovvero di chi i fenomeni li conoscere e li vive sulla propria pelle. In particolare, Kossi Djika, membro dell’opposizione democratica togolese, ci farà conoscere l’attuale situazione del Togo, il suo paese d’origine, cosa serve per “aiutarli in casa loro”, e ci parlerà della sua attesa per avere la cittadinanza italiana a undici anni dal suo arrivo a Trapani. Lexy, invece, liceale sedicenne nata a Milano da genitori extracomunitari, ci renderà partecipi dei sentimenti che prova nel sentirsi italiana al 100% e nel non averlo riconosciuto dall’Italia».

«Nessuno vuole convincere l’altro del proprio punto di vista – conclude Natale Salvo –. Anzi vogliamo che ognuno dei cittadini esterni la propria, serenamente. Noi, da parte nostra, anzi, inizieremo il dibattito con le video-opinioni di Matteo Salvini (Lega Nord), Luigi Di Maio (Cinque Stelle), Simone Di Stefano (Casapound), Marco Rizzo (Partito Comunista), Matteo Renzi (Partito Democratico), Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) e perfino di papa Francesco».