“La partita truccata”……… ma non solo

Un’occasione mancata! Si l’occasione per parlare della giustizia , dei suoi problemi, dei guasti che sono tanti, anche, perché no, della “malagiustizia”. Questa doveva, poteva, essere la linea rossa che partendo dalla presentazione di un libro, quello che l’imprenditore Andrea Bulgarella con la collaborazione del giornalista marsalese Giacomo di Girolamo, ha scritto per i tipi dell’editore “Rubettino”.

Un libro, 160 pagine che si leggono d’un fiato, che deve, ha già cominciato, a far discutere. Lo sfogo di un imprenditore il cui successo, meritato aggiungiamo, è stato sempre accompagnato dagli interrogativi di chi, a Trapani come a Firenze, a Pisa o a Misurina, non riesce a capacitarsi di come abbia potuto fare senza ricorrere all’aiuto della mafia.

E questo perché l’imprenditore è nato a Valderice, provincia di Trapani, Sicilia.
Uno sfogo legittimo, forse con qualche generalizzazione, ma che va compresa in chi per mesi ha temuto, a causa di un magistrato fiorentino molto curioso ma poco professionale, vedersi distruggere il suo buon nome, ma anche la sua azienda.
Lo sfogo…..e l’occasione mancata.

Mancata a causa della presenza alla tonnara di Bonagia di Vittorio Sgarbi, che il neo Presidente regionale Musumeci ha nominato assessore. Sgarbi – tra l’altro arrivato con forte ritardo, tanto che Burgarella aveva deciso, poi ci ha ripensato, di chiudere la serata senza il suo intervento – ha dato vita al suo ormai triste show fatto di volgarità che piacciono tanto a chi non vuole spendere i soldi del biglietto per l’avanspettacolo.

E quindi ogni parolaccia un applauso. Volgare showman, ma anche pericoloso istigatore di bassi istinti contro la magistratura tutta senza distinzioni. E anche qui applausi a scena aperta di una ben precisa fetta di pubblico. A proposito: la sala della tonnara gremitissima come mai. Impressionante!

C’erano tutti, politici, imprenditori, liberi professionisti, ma anche gente comune, operai, semplici impiegati, giovani con le loro ragazze, signore con l’abito buono come si va ad un party. Eppure il richiamo era per la presentazione di un libro che solitamente richiama decine qualche volta un centinaio di persone. Tutti curiosi di sapere dello sfogo di Burgarella ? Forse……….

Sgarbi ha rovinato la serata che poteva essere di riflessione per tutti noi, a cominciare dai giornalisti che pure l’autore-imprenditore ha chiamato in causa, anche in questo caso con qualche generalizzazione che ancora una volta gli va perdonata.
Il libro.

A presentarlo due giornalisti: il sempre colto e sempre bravo e professionale Fabio Pace; l’altro collega è Giacomo Di Girolamo, marsalese, ormai assunto alla cronaca nazionale per i suoi libri. Ha cominciato scrivendo e soprattutto parlando alla radio contro la mafia, soprattutto contro Messina Denaro.

Poi ha cambiato obbiettivo, da qualche tempo i suoi strali ha preferito dirigerli contro i cosidetti professionisti dell’antimafia. Che ci sono. Ma senza generalizzare, perché altrimenti si rischia di fare come ( mi scuso a priori per l’accostamento ndr) Gian Paolo Pansa che dopo aver scritto per una vita bellissime pagine contro il fascismo, da alcuni anni ha un solo obbiettivo: distruggere l’antifascismo.

“ La partita truccata” è lo sfogo legittimo di Burgarella, il racconto di tutte le vicissitudini che lo hanno attraversato da quando ha deciso di continuare l’opera del nonno e del padre, ma andando più in là. Ambizioso? Certo. Come è giusto che sia, ma, come afferma con forza nel libro, ma anche alla presentazione, onesto.

Episodi tanti, con riferimenti precisi a fatti, accuse alle istituzioni, ma non a tutte le istituzioni; per esempio, da sempre ricorda e loda un grande Prefetto, Vito Colonna, prematuramente scomparso, che per primo ha saputo aiutarlo a vincere burocrazia e classe politica che volevano fermarlo. Parla dei pentiti che l’accusano favoleggiando cose incredibili come Angelo Siino, ma anche come qualche imprenditore-mafioso-pentito come Birritella.

Come a voler affermare che gli imprenditore che trattano con le cosche esistono, eccome!, “ma, dice Burgarella, io sto dall’altra parte”. Episodi tanti, sino a quello finale, la Procura di Firenze che lo accosta a Messina Denaro del quale sarebbe stato un riciclatore di denaro. Una storia che non poteva reggersi in piedi neanche per un giorno, ed infatti si è sgonfiata del tutto.

A Burgarella è rimasta l’amarezza, l’ha sfogata in un libro che è rivolto a tutti, una specie di messaggio rivolto perché certe storture vengano corrette. Nel suo libro c’è tanto amore, l’amore per la sua città, Trapani, per il suo paese natale Valderice, per i suoi operai: Anche per questo accusa l’imprenditoria del Nord che viene qui indisturbata a fare rapina: soldi e scappare. Anche per questo la sua chiusa finale è stato il contrario delle affermazioni di Sgarbi: “ io sono con i magistrati, con i Pubblici Ministeri, però chiedo che le indagini vanno fatti a tutti, altrimenti è una partita truccata”.
Purtroppo questo messaggio non è stato recepito da tutti, non a caso una signora di quelle vestite con l’abito da party alzandosi sussurrava alla sua amica: “così hanno fregato Fazio, ed anche D’Alì”. Peccato, un’occasione sprecata!

Aldo Virzì