Sicilia terra di startup

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La tecnologia è diventata ormai parte integrante nella vita di ognuno di noi. Diversa è, invece, la situazione quando parliamo di tecnologia applicata alle aziende italiane. La questione è un po’ complicata, ma possiamo tranquillamente affermare che iniziare ad adottare la tecnologia anche nei processi più semplici oltre che ad essere di grande aiuto a livello di tempo lo è anche, e soprattutto, per quanto riguarda il risparmio vero e proprio di danaro.

Un vanto la nostra regione, però, ce l’ha in quanto sembra aver sposato in pieno la quarta rivoluzione digitale ed i siciliani sono spesso alla ribalta per quanto riguarda la realizzazione di startup innovative e di successo. Esistono, infatti, aziende che trasformano gli agrumi in tessuti, o che producono video per i brand che ne fanno richiesta, passando per la società che ha inventato un repellente per i topi di origine vegetale e per quella che idea soluzioni tecnologiche per le città. Stiamo parlando di Orange Fiber, Mosaicoon, Scappatopo e Push, quattro tra le migliori startup di successo di origine siciliana.

 

Mosaicoon, ad esempio, è diventata in breve tempo una delle startup più famose in Italia, e più innovativa d’Europa, per quanto riguarda il marketing virale e la produzione tipo. L’azienda è nata nel 2010 e, grazie al successo raccolto nel corso degli anni, è stata menzionata dalla Silicon Valley come tra le 15 migliori scaleup d’Europa. In questa azienda lavorano circa cento persone, tutte impegnate nel quartier generale sito a Isole delle Femmine.

 

Orange Fiber, invece, è stata fondata da due donne: Erika Arena e Adriana Santanocito. L’azienda crea tessuti utilizzando gli scarti della produzione di agrumi. In questo modo si sfrutta il problema dello smaltimento dei sottoprodotti dell’industria agrumicola, che raggiunge circa 700 mila tonnellate in tutto il bel Paese. Orange Fiber recupera e trasforma questi scarti in un tessuto per la moda. L’azienda è crescita tanto da avere anche una sede in Trentino, ed è considerata dalle Nazioni unite come l’azienda col più alto potenziale al mondo in termini di impatto ambientale.

 

Push, invece, si occupa di sistemi intelligenti per le città. La startup sicula punta a risolvere i problemi sfruttando al massimo le tecnologie, soprattutto in aree considerati marginali, dove si possono anche testare progetti da espandere poi in altre realtà. L’avventura di Push è nata nel 2012 anche grazie ad un bando del Miur che finanziava progetti sulle smart cities.

La startup Scappatopo nasce da una fobia. Quella per i topi ed i roditori. Da quì l’idea di Carla Delfino di sfruttare le piante che e gli oli essenziali grazie ai quali i topi possono essere tenuti a distanza. L’azienda punta molto sull’e-commerce e conta circa 30 dipendenti.

Come non citare poi Fud Bottega Sicula, un progetto avviato nel 2012 da Andrea Graziano e che sfrutta una filiera ottimizzata grazie alla riduzione degli sprechi e dei passaggi superflui.

Startup Course, poi, è un’azienda che offre corsi di formazione specialistici sui temi del diritto e della consulenza d’impresa. L’idea è quella di integrare il sistema formativo tradizionale, offrendo percorsi per l’acquisizione di competenze pratiche anche attraverso la realizzazione di workshop con professionisti e grandi aziende.

In questo scenario, dunque, è sempre più chiaro che le aziende siciliane ed italiane puntano tutto sulle nuove tecnologie per sposare appieno la quarta rivoluzione industriale che promette tante soddisfazioni e successo.

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