ELEZIONI o RESA DEI CONTI

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E adesso? Già, e adesso, dopo che sono state presentate le liste per le prossime elezioni nazionali che cosa resta a noi poveri cittadini? Quale possibilità di scelta? Nessuna sulle persone da mandare a rappresentarci in Parlamento. A malapena  potremo scegliere la forza politica che più si avvicina alle nostre idee; ma anche quella è messa in dubbio nel sistema plurinominale che prevede le coalizioni.

Insomma, dopo tutte le polemiche sul “porcellum”, che almeno con il premio di maggioranza assicurava un minimo di governabilità, con questo nuovo sistema , il cosidetto “rosatellum”, la situazione è ( questa è la mia opinione) addirittura peggiorata. Ecco, potessi rivolgere un invito ai cittadini di Trieste che tra i candidati  avranno  Ettore Rosato, capogruppo PD alla Camera e “inventore” di questo assurdo pastrocchio, li inviterai a non votarlo , restituirlo al suo ruolo di ragioniere negli uffici dell’assicurazione per la quale prestava, da semplice “mezzemaniche”, la sua attività.

Ma ormai è fatta. Questa legge ( che ha buone probabilità di essere dichiarata incostituzionale…..ma dopo il 4 marzo ndr) che nelle intenzioni del suo autore avrebbe dovuto favorire il PD ed anche l’inciucio con Forza Italia per il Governo del Paese, è quasi certo che non raggiungerà il primo scopo, in forse il secondo. Soprattutto farà perdere il PD, a cominciare da quello di questa provincia che deve pagare la bulimia di potere del suo Capo Renzi e del sottocapo  e plenipotenziario di Sicilia, il palermitano Faraone. Ma non è il solo partito, anche Forza Italia trapanese subirà il trauma della scelta di Miccichè che, da eterno rivale di D’Alì, con il sicuro consenso di Berlusconi ha messo il senatore all’angolo, dapprima mortificandolo con una candidatura a rischio o, come si dice, di servizio e al rifiuto sdegnoso del parlamentare trapanese ha risposto con il silenzio. Ancora nessuna reazione del partito trapanese, ma è certo che i suoi dirigenti non si spenderanno per questa campagna elettorale.

Non meno difficile la situazione del sen. Santangelo di cinque stelle; un inizio di legislatura scoppiettante, la sua partecipazione al primo streaming con Bersani, poi il ruolo di capogruppo, poi gli interventi più “feroci” in parlamento contro il governo. In una logica politica avrebbe meritato il premio, visto che anche nelle primarie aveva ottenuto un notevole successo. Invece? Invece al secondo posto. Probabilità di elezione buone, ma a rischio. Santangelo deve anche combattere una piccola fronda interna, a testimonianza che anche nel movimento che si dice nuovo lo è solo sulla carta, ma i sistemi sono vecchi.

E che dire della senatrice Pamela Orrù del PD? Anche lei in questi 5 anni ha dimostrato attenzione al suo territorio, ma soprattutto in Senato non ha fatto il/la peones, pronto esclusivamente a pigiare il tasto secondo gli ordini del capogruppo. Insomma ha fatto la parlamentare, magari troppo fedele al credo renziano. Forse meritava una riconferma. L’ha “ottenuta”: trasferita dal Senato alla Camera, all’uninominale del collegio Trapani-Marsala, con il “piccolo” particolare che dovrà vedersela con altri sei concorrenti, qualcuno di peso, come quello di Cinque stelle ma anche quello del centrodestra. Vince chi prende un voto in più in un collegio piuttosto vasto. Insomma, probabilità risicate, quasi nulle.

Poi nel Pd trapanese ci sono quelli che sono rimasti fuori, l’ala Tranchidiana che ha come leader Camillo Oddo, già vicepresidente della Regione. La loro reazione è stata immediata: dimissioni dalle cariche sia regionali che provinciali e, addirittura, sospensione dal partito. Il tutto accompagnato dalla solita e, aggiungiamo, falsa dichiarazione d’amore per il PD “faremo campagna elettorale” etc, etc. L’unica vera promessa: dopo il mese di marzo apriranno le danze, danze di fuoco, contro la dirigenza renziana.

Piccolo particolare: fanno parte della corrente Orfiniana, ma il Presidente del partito è, in campo nazionale, il primo sostenitore di Renzi. In casa PD c’è da osservare anche il significato della candidatura al Senato, addirittura sia nell’uninominale , collegio di Marsala, che nel plurinominale, dell’ex deputato regionale Paolo Ruggirello. Una sua elezione sarebbe un miracolo, Lui sembra disponibile a tentarci, ma è chiaro che anche per Ruggirello il 5 marzo rappresenterà il momento della verifica. Insomma “<sciarra> in famiglia”, alla quale si accoderanno i delusi di tutte le fazioni. Vedremo.

Aldo Virzì

 

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