«Il mio Valderice può puntare ai playoff». Roberto Trapani si racconta ai microfoni di TvioSport

Con il suo ingresso in campo è cambiata la storia del match. Il suo gol, direttamente da calcio di punizione, ha riaperto le sorti della gara con una rimonta conto il Calcio Rangers. Oltre alle chiare doti tecniche però si affiancano altre qualità, molto spesso decisive non solo nel contesto calcistico o sportivo ma estendibili anche in questioni quotidiane, come quelle morali e carismatiche. E questo profilo risponde al nome di Roberto Trapani, centrocampista del Valderice.

«È stata una vittoria importantissima e soffertissima. Abbiamo regalato un tempo agli avversari e questi errori non si devono commettere. Siamo stati bravi a ribaltare il risultato nel secondo tempo ma non è solo merito mio. È merito della squadra che è rientrata in campo con la giusta cattiveria».

Una bella pagina sportiva valdericina macchiata però dalla condotta non troppo tenera per quanto visto in campo: «Non mi piace tanto parlare di queste cose. Anche perché sono fatti che non hanno nulla a che vedere con lo sport. Posso solo dirti  – continua – che (come all’andata) hanno usato qualsiasi mezzo per cercare di vincere la partita. Tranne che giocare a pallone. Si sono solo preoccupati di minacciare, provocare o cercare di fare male all’avversario. E questa è una vergogna. Anche perché da parte nostra c’era solo l’intento di giocare a calcio.

Lasciata alle spalle la questione Rangers, domenica c’è uno scontro diretto contro il Città di Cinisi. Quest’ultimi e il Valderice si trovano a 17 punti in classifica: «Domenica sarà una partita importantissima da non sottovalutare. Vincere significherebbe avvicinarsi ai play off visto i tanti scontri diretti. Noi ci stiamo allenando e stiamo preparando la gara nel migliore dei modi. Posso garantire che questa volta non regaleremo niente. Anche perché perdere ci rimanderebbe di nuovo nella parte bassa della classifica. All’andata abbiamo vinto ma siamo stati fortunati. Io ho segnato il 2 a 0 alla fine ma poco prima abbiamo rischiato di subire il pareggio».

Già, i playoff. La classificia è corta soprattutto nella parte medio alta della classifica…il Valderice può dire la sua in questo senso?
«Le carte per arrivare ai play off ce le abbiamo. Ma non è il nostro obbiettivo primario. Noi pensiamo a fare bene domenica dopo domenica. Poi quello che verrà ci prenderemo. Di sicuro non abbiamo paura di nessuno».

Sei tra i giocatori che vanta più esperienza all’interno della rosa. Cosa raccomandi maggiormente ai giovani? «L’unica cosa che posso dire ai giovani è di non mollare mai. Di allenarsi e impegnarsi sempre. Prima o poi le opportunità arrivano e bisogna farsi trovare pronti».

Ti senti di giurare amore eterno al Valderice? «Beh, quando cresci con una maglia addosso va a finire che ti si tatua sulla pelle. Valderice è la mia casa. Ci ho fatto tutta la trafila delle giovanili e 8 anni di prima squadra. L’ambiente è stupendo e la società si mette sempre al servizio di tutti. Non so se posso giurare amore eterno. Ma non riuscirei a vedermi addosso un’altra maglia che non sia quella nero verde…»

Quali sono i tuoi obiettivi personali? «Il mio obiettivo è quello di migliorare sempre. Sia come squadra che come singolo. Quando si è uno dei più grandi ci sono anche altri aspetti con cui ti devi confrontare. Non solo calcistici ma anche umani. La crescita dei giovani è un punto su cui io ho sempre lavorato. E permettimi di spezzare la lancia su due nostri ragazzi che stanno lavorando e crescendo benissimo. Tranchida e Catalano, che tra l’altro ha già segnato 3 gol».

Oltre alle belle vittorie sul campo, la magia dell’ambito sportivo vive anche nella creazione di rapporti umani che si instaurano. E Roberto non ha dubbi, quando gli viene chiesto il giocatore del girone che vorrebbe in squadra con lui: «Nel nostro campionato c’è un giocatore che mi piacerebbe riavere. Tutti sanno della nostra stima reciproca. Ed è Yuri Rondello. In quattro anni insieme abbiamo vinto 2 campionati, uno in promozione, l’altro in Seconda Categoria, e una finale playoff di Terza Categoria. Con lui si può lavorare bene perché è un grande uomo oltre che un ottimo calciatore. Ma sono sicuro che prima o poi indosseremo di nuovo insieme la stessa maglia.