Trapani, Decesso neonata: La replica del legale dei genitori

Dopo la diffusione dello stralcio della relazione della commissione di verifica dell’Asp, pronta la replica dell’avvocato Nino Sugamele, legale dei genitori della neonata morta.

“Nell’interesse dei genitori della piccola deceduta presso il Nosocomio S. Abate Abate, apprendo che l’Asp di Trapani ha concluso l’indagine interna arrivando alla conclusione che la causa della morte sarebbe da ascrivere ad una infezione da streptococco gruppo B. Lo stesso comunicato – continua ancora l’avvocato Sugamele – ha precisato che non sarebbe stata evidenziata alcuna lacuna assistenziale rimarcando che i servizi sanitari offerti sarebbero efficienti e sicuri.-

Fermo restando che l’esame autoptico rivelerà le cause certe della morte della bambina osservo che la piccola non è nata tra le mura di casa, ma in una struttura che dichiara di vantare efficienza e sicurezza. Aggiungo:

a) Lo streptococco di gruppo B (Streptococcus agalactiae , GBS) è una delle principali cause di severa infezione neonatale. Possibile che detta circostanza non sia conosciuta e efficientemente prevista? Vista l’incidenza percentuale di rischio (dal 10-30 per cento negli USA, del 28 per cento nel Regno Unito e del 18 per cento in Italia) e visto che l’incidenza dell’80 per cento  delle sepsi neonatali da SGB è dovuta a trasmissione durante il travaglio e il parto, quali attività sono state predisposte per prevenirne l’insorgenza?

b) è stato presdisposta una diagnostica per identificare le donne con probabile colonizzazione batterica al parto e con un più alto rischio di trasmissione perinatale del microrganismo?

Per quanto ci risulta no. Le decantate linee guida prevedono delle raccomandazioni: E’ stato effettuato lo screening per accertare la presenza dell’infezione da streptococco beta-emolitico gruppo B?

Sembra di no! In buona sostanza – conclude ancora il legale – se questa risultasse la causa della morte, la piccola poteva salvarsi visto che era nata in una struttura efficiente e sicura. L’accertamento di questa circostanza ed un trattamento antibiotico intraparto avrebbe salvato sicuramente la figlia”.

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