Quando sport,politica e giustizia fanno confusione

Quando sport e politica, sport e giudiziaria si mescolano. E’ accaduto tra sabato e domenica. Al termine della partita di basket che meritatamente la pallacanestro Trapani ha vinto contro la capolista Casale  uscendo da un lungo periodo di crisi, il Presidente Pietro Basciano si è tolto qualche sassolino polemizzando con i “leoni della tastiera” che avevano mosso pesanti critiche alla società. Uno sfogo tutto da comprendere.

Poi però ha lanciato un allarme: “ il vero problema non è la squadra, ma il palazzetto. A settembre non sappiamo se possiamo continuare a giocare qui o in altra città. Di ciò dobbiamo dire grazie a questo commissario”. Sembra infatti che se non si provvede con urgenza, non appena finisce il campionato, da parte del comune ad approntare i necessari lavori manutentivi non verrà data la necessaria autorizzazione a continuare a svolgersi attività sportiva.

Ecco, il punto è questo. Nello sport, come in altre situazioni ancor più importanti ( lo diciamo con rispetto allo sport che amiamo ndr), questo commissario ha fatto e continua ad arrecare solo guai ( amministrativi, ovvio) alla città. Sicuramente frutto della sua inesperienza: ha fatto solo il magistrato e per giunta in procura, conosce poco o niente di questà città che aveva studiato solo nelle carte dell’antimafia e forse per questo ha anche qualche diffidenza. Ha la fortuna che Trapani anche in questo caso è quel muro di gomma ben conosciuto proprio nelle indagini sul sistema mafia, per questo assorbe con serenità un’amministrazione della cosa pubblica non proprio efficiente.

In piazza a protestare non va nessuno e anche l’informazione, con qualche eccezione, si adegua. Tutti sperano solo che si torni a votare, avere un sindaco e un consiglio, poi magari riprenderanno a protestare. In realtà a protestare dovrebbero essere quei cittadini che nel giugno dello scorso anno andarono a votare, ma furono in pochi; meglio, furono in tanti, ma non sufficienti a superare gli ignobili pastrocchi giuridici di una obsoleta, dimenticata e mai applicata legge elettorale.

Avrebbero il diritto di protestare, ma contro quella maggioranza di cittadini che disertarono le urne obbedendo al richiamo di quelle forze politiche, dei loro dirigenti, che invocarono l’astinenza coscienti di far male alla città, ma desiderosi di vendicarsi. In testa ad invitare alla “diserzione”  era  quel “magnifico” ex sindaco, pregiudicato e attualmente pesantemente indagato Girolamo Fazio. Un sindaco e un consiglio erano possibili, lo hanno impedito. Ecco, un suggerimento al buon Pietro Basciano che, non sappiamo se è andato a votare, ci auguriamo di si, ma indirizzi i suoi strali  principalmente contro costoro, i Dalì, gli Oddo Nino, i 5 stelle etc. se Trapani ha un commissario.

Sport e giudiziaria. In fondo è la continuazione logica di quanto descritto sopra. Ci riferiamo alla lettura della cronaca di un sito fratello che ospita la cronaca della partita di calcio tra il Trapani e la Paganese. La cronaca della partita in realtà appare un di più di quanto  al redattore interessava raccontare e testimoniare, verrebbe da dire con grande soddisfazione.

Che  i tifosi della curva ( su questa frangia di sportivi i libri di sociologia sono numerosi ndr) hanno intonato cori in favore del presidente della società: “olè, olè, olè”;  a suo avviso è stata “la cosa più bella della partita”, per aggiungere che “il coro della curva per il presidente Morace conferma e sottolinea il legame forte che c’è tra la Trapani sportiva ed il suo presidente”.

E la sottolineatura finale che al coro partito dalla curva, si è aggiunto tutto lo stadio. Non ci vuole molto a comprendere che quel coro aveva un indirizzo preciso: la magistratura che sta indagando contro il  Presidente, ci riferiamo a Vittorio Morace, che tra l’altro, ci dicono, continua a rimanere in Spagna. Quei cori non li ha potuto sentire, ma gli verranno riportati. Eppure anche il Trapani calcio stava attraversando una piccola crisi, anche con qualche contestazione dei tifosi, persino con richiesta di dimissioni dell’allenatore. Domenica c’è stata una squillante vittoria scaccia crisi, qualunque giornalista sportivo di questa avrebbe dovuto occuparsi, magari  con un accenno nella cronaca ai cori. E invece…….

L’informazione anzitutto deve riferire fatti, ma ha anche una funzione educativa dei fenomeni. Nonostante i tanti, troppi forse, anni di giornalismo sulle spalle, non ci permettiamo di dare lezioni di professione a nessuno, anzi siamo ancora ad apprendere qualche rudimento, non a caso siamo “costretti” a seguire obbligatoriamente corsi formativi; crediamo nelle istituzioni, non rivendichiamo il garantismo di facciata.

Anzi, in alcuni casi, per esempio contro i mafiosi e non solo, non lo siamo. L’indagine su Vittorio Morace è ancora aperta, ci sono fatti che non possono  essere ignorati, ma bisogna avere rispetto per il lavoro degli inquirenti. Ma aldilà di quello, io non credo che quel coro piaccia tanto alle centinaia di persone che lavorano per quell’industria navale e per quello sport.

Noi non abbiamo ricevuto voci di consenso per Morace all’indomani del provvedimento dei magistrati, ma telefonate preoccupate  di lavoratori che chiedevano se l’attività dell’azienda poteva essere messa a rischio. Quella preoccupazione, nonostante le rassicurazioni della stessa magistratura continuano ad averla e non hanno alcuna voglia di gridare “ alè, alè, alè”, sanno che comunque questa inchiesta lascerà il segno nei rapporti con la Regione. Anche gli imperi possono cadere.

 

Aldo Virzì