A tutto Vito Battaglia, DS delll’Asd Città di San Vito Lo Capo

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Provvisorio quarto posto al primo anno di attività, in Prima Categoria. Niente male per l’Asd Città di San Vito Lo Capo che sogna e continua a farlo, sperando in un cammino ancor più esaltante. Si respira aria buona in casa sanvitese, sana, frutto di una dirigenza che ha tanto da dire ancora al calcio locale, con tanta esperienza già alle spalle ma con quel tocco di sfrontatezza giovanile sempre necessario ad imporsi. Nel ruolo di Direttore Sportivo, il San Vito conta su una presenza determinata che risponde al nome di Vito Battaglia che si racconta ai nostri microfoni.

Vittoria doveva essere ed è stata. 1-0 contro lo Strasatti…che partita è stata?

«Lo Strasatti è una squadra che non merita la classifica, fatta da dirigenti molto cordiali e soprattutto giocatori giovanissimi con una grande voglia di giocare a calcio, e che avranno sicuramente un futuro roseo. La partita era delicata in quanto bisognava vincere per non perdere le prime posizioni».

Ritornare in campo dopo quanto successo la settimana precedente, quella della partita contro il Borgo Nuovo per il San Vito è stato parecchio. Episodi di violenza da condannare che hanno portato la società a presentare un esposto ufficiale alla lega…

«Abbiamo chiesto alla federazione il ripetersi della partita in campo neutro visto che alcuni ragazzi che dovevano essere titolari non erano in condizione di giocare per quanto accaduto nel pregara. Spero ci sia un segnale da parte della lega ma sono fiducioso. Lo deve a tutte le società che fanno sacrifici per mantenere una squadra in queste categorie, lo deve a chi cerca di comportarsi com’è giusto che sia, perché vorrei ricordare che il calcio è uno sport che dovrebbe insegnare dei valori! I provvedimenti non spetteranno a me deciderli».

Si torna a parlare di campo. Amico l’ha decisa Domenica scorsa consentendo alla squadra di proseguire nel personale percorso di crescita nonostante le perdite di pedine importanti come Iovino e Marrone. La squadra ne ha risentino?

Amico è un grande giocatore, anzi di categoria superiore e spero possa rimanere a lungo nella nostra nuova società. Marrone è una grande persona ed un amico; purtroppo qualche infortunio di troppo ha complicato la situazione. Quanto a Iovino, – prosegue –  sappiamo tutti quanto sia superiore a queste categorie; spero possa giocare al Dattilo con continuità per dimostrare il suo valore calcistico. La mancanza non si sente perché adesso sfruttiamo al meglio qualche giovane come Mazzara, Liparoti, e il nostro Alessandro Genovese (classe 1999), autore di una straordinaria stagione unita alla freschezza di Pellegrino ed Amico che stanno dimostrando tanto».

Domenica la partitissima contro il Fulgatore, reduce da due sconfitte consecutive. Una ghiotta possibilità per superare in un colpo solo proprio i prossimi avversari e Balestrate, in caso di passo falso a Valderice. Che partita ti aspetti?

«Le due sconfitte non significano nulla, sappiamo tutti che un derby ha una storia a sé. Il Fulgatore gioca insieme da tanti anni e lo faranno in casa. Sarà una partita piacevole per tutti gli amici e tifosi di entrambe le squadre».

Per quanto visto in questi mesi, come immagini la classifica a fine campionato?

«Vorrei un’immagine di un San Vito al primo anno già vincitore, ma con umiltà bisogna ammettere che non è affatto facile; anzi credo che stiamo facendo davvero bene  con una dirigenza attenta e disponibile in tutto e per tutti. Indipendentemente da come andrà, rimarrà un campionato da ricordare».

Chi prenderesti dalle altre squadre del girone?

«Prenderei Barraco, attaccante dello Strasatti e Daniel Simone del Fulgatore. Sono ragazzi professionali e bravi».

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