UN SINDACO SENZA PARTITO

Su un principio sono tutti d’accordo: i partiti e i loro simboli non ci devono essere! Per i tanti candidati, o pseudo tali, alla carica di  Sindaco del comune di Trapani sembra diventato un mantra da ripetere con ossessione, eppure per alcuni di loro i partiti nel tempo sono stati utili; eccome!

Ma oggi, con l’avvento dei grillini che ancora partito non sono, almeno ufficialmente, e che hanno vinto le elezioni, sembra diventata questa la scelta vincente. Così a Trapani sono nati come funghi tutta una serie di “associazioni culturali”, tutti si sono scoperti intellettuali, tutti responsabili, tutti dediti a voler migliorare questa città depressa e morente. Ci permettiamo di dubitare che per molti sia questo il vero motivo. Questo senso di responsabilità andava dimostrato nel giugno dello scorso anno, quando Trapani poteva scegliersi democraticamente il suo primo cittadino, bisognava invitare i cittadini ad andare a votare, ed invece da molte parti si sono levate voci irresponsabili, tra cui quelle di alcuni dei nuovi pseudo candidati, di disertare le urne. Forse quel candidato sindaco, si trattava di Pietro Savona, non ce l’avrebbe fatta lo stesso ma la responsabilità sarebbe andata in capo unicamente al suo concorrente, Girolamo Fazio, che aveva abbandonato scientemente il ballottaggio innescando l’assurdo meccanismo legislativo di cui solo ora sono noti i termini e le amare conseguenze.

Oggi corrono tutti per salvare la città. Bisogna dare atto all’ex editore Peppe Bologna  che da mesi, potremmo dire dall’indomani di quel tragico giugno, ha deciso di scendere in campo. Certo, senza partito, ma lo ha fatto quando ancora non si sapeva dell’esito del 4 marzo, e comunque è nel suo Dna non farsi stringere da laccioli.  Poi c’è Peppe Guaiana, già consigliere comunale, trombato assessore regionale che ha potuto sperimentare sulla sua pelle dei “principi” che animano Forza Italia, particolarmente nella Sicilia di Miccichè. Eravamo stati facili profeti ad intravedere nella presenza dell’avv. Vito Galluffo all’inaugurazione del circolo-movimento che fa capo a D’Angelo la sua voglia di esserci. Sia Galluffo che D’Angelo potrebbero unirsi o dividersi e diventare concorrenti. I loro circoli sono in movimento.

Si aspettava qualche mossa dagli ex (?) fazziani. Prima di abbandonare al suo destino il loro “magnifico” ex leader hanno dovuto aspettare che la magistratura mettesse in piena luce quali erano stati i “meriti”, quelli veri e non quelli sbandierati di questo personaggio, il suo “vero” amore, i suoi “veri” interessi. L’oltraggio alla città era stato nel frattempo compiuto, c’era da raccogliere i pezzi. Sciolto quel movimento, forse si vergognavano, ne hanno creato un altro, vogliono ancora avere ruolo in questa città e non sembrano intenzionati ad un minimo di autocritica. Hanno anche trovato un candidato, quel Nicola Messina, brillante avvocato, che è stato anche vicesindaco, lodato lui sì anche meritatamente, nel  periodo di quell’infausta sindacatura Fazio. Ma Messina fu la prima e più illustre vittima di Fazio; sembrava destinato a sostituirlo nello scranno più alto di palazzo D’Alì ma, è storia risaputa, Fazio – che pure a lui come ad altri aveva promesso il suo appoggio – in una non serena  conversazione gli disse di no.  Messina non fece una piega e ritornò alla sua brillante professione di legale. A qualche suo amico giornalista recentemente aveva anche espresso con forza la sua decisione di continuare la  professione, la decisione presa nei giorni scorsi sorprende non poco.

Poi ci sono gli ex partito democratico. Già perché ormai considerano quel partito nel quale hanno militato, e anche con incarichi dirigenziali notevoli, come la lebbra. Imperativo: starci lontano; una volta si sarebbero descritti come “vedovi del potere” e tutti ex renziani. Ultimo arrivato, almeno ufficialmente, è l’ex  capogruppo consiliare Enzo Abbruscato. Ha ufficializzato la sua discesa in campo chiarendo che lui non vuole partiti meno che mai il PD, il suo movimento “Trapani con coerenza” alla faccia del titolo è aperto a tutti, a destra come a sinistra. Aperto, soprattutto, a Giacomo Tranchida che potremmo definire un “sindaco professionista”; lo è stato di Valderice, poi una breve parentesi da consigliere provinciale e ancora, per 10 anni, sindaco di Erice. Eletto consigliere comunale e presidente del consiglio comunale ericino, qualcuno pensava si sarebbe fermato. Invece no. Sembra che il mondo, almeno questo territorio, non possa fare a meno di lui. Così, dopo aver sfiorato il seggio all’assemblea regionale e deluso della decisione del Tar che ha respinto il suo ricorso, ha pensato di offrire le sue capacità amministrative a Trapani dove godeva anche della simpatia dei fazziani, simpatia peraltro ricambiata. Di una sua candidatura si parlava da tempo, lui non lo nega, in fondo si sente anche un continuatore dell’opera di Fazio, ovviamente amministrativa non sulle questioni giudiziarie. Ma gli amici, o ex di Fazio, hanno fatto altre scelte. Allora? Allora è meglio continuare l’amicizia con Abbruscato. Un team perfetto. Ma solo uno può concorrere a fare il sindaco, l’altro? L’altro può fare il suo vice o attendere le elezioni per la provincia.

Ma tra gli ex pd c’è un terzo incomodo, si chiama Pietro Savona. Già quello del giugno dello scorso anno. Ha ancora il dente avvelenato e, sembra, la stessa determinazione di prima. Sembra. Anche lui si muove al di fuori del partito, ma non lo rinnega. In tanta confusione potrebbe diventare il cavallo vincente, ma anche il primo che ragionevolmente getta la spugna.

La partita è aperta.

Aldo Virzì