La crisi del PD ericino…….e non solo

“…………..accostamento strumentale e fazioso frutto di logiche di chi vive la politica come regolamento di conti ed esasperato personalismo”.

Chi vuol comprendere le ragioni che hanno portato alla sconfitta in Italia, ma nel caso specifico si tratta più modestamente di Erice, trova una motivazione leggendo il durissimo comunicato che il segretario provinciale del Pd, l’avv. Marco Campagna, ha scritto : rivolto non ad un tesserato qualsiasi, ma al segretario dell’Unione comunale del PD ericino, l’assessore Gian Rosario Simonte. Una nota durisssima che si conclude con il “consiglio” a Simonte di dimettersi da quell’incarico politico perché incompatibile statutariamente col mandato di assessore.

All’origine di questa presa di posizione di Campagna un altro comunicato, ma questa volta del Simonte al quale non è andato giù che dei giovani del Pd decidessero in autonomia, come prevede da sempre lo statuto dei giovani, di darsi una struttura organizzativa bypassando totalmente la segreteria diretta, appunto, da Simonte.

La cosa più incredibile è stata che Simonte contestava i giovani e, senza alcun apparente motivo (?), profittava per tirare la volata per la candidatura a Trapani del suo amico Tranchida. A suo avviso, infatti, la nascita del circolo giovanile aveva un solo obiettivo: “ bassa operazione per colpire Giacomo Tranchida colpevolizzato di avere <tranchidizzato> il Pd ericino”.

E siccome Tranchida è super bravo, “la disponibilità di Tranchida a sindaco di Trapani sta creando terremoti politici e possibili vittorie a cui il PD di Trapani non è abituato. Per cui, vai avanti Giacomo”. Nessuno disconosce le qualità e le capacità di Tranchida, ma che sia diventato quasi un santo, proveniente da un partito laico come il PD, sembra veramente una esagerazione che, tra l’altro, ricorda tanto un altro personaggio che nella città capoluogo sembrava indispensabile.

Ovviamente l’accostamento tra i due è solo ed esclusivamente politico. Tra l’altro Tranchida sta svolgendo, con la solita capacità, il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale della sua “amata” Erice, come già lo è stato per “l’amata” Valderice e le sue aspirazioni erano palermitane, mancate solo per un pugno di voti. C’è tempo per ritentare e con maggior fortuna.

In compenso, e torniamo al PD, la presa di posizione di Simonte ha aperto un confronto duro all’interno del PD ericino e ne apre sicuramente un altro con il PD trapanese velatamente accusato di incapacità, dimenticando che a giugno dello scorso anno, senza l’aiuto di tutto il partito, ma di buona parte della città, Pietro Savona, candidato sindaco del PD, non venne eletto sindaco solo per l’irresponsabile comportamento di quel famoso ex sindaco di cui si diceva e di certa parte politica che ha preferito il commissario ad un sindaco eletto.

Trapani, Erice, ma la crisi del PD ha investito tutta la provincia come dimostrano i fatti di Marsala con la segreteria comunale spaccata a metà, una delle quali impone, o vorrebbe imporre, il ritiro delle delegazione assessoriale per mettere in crisi il “loro” Sindaco Alberto Di Girolamo.

Eravamo stati facili profeti a pronosticare quanto sta avvenendo, ma, come in campo nazionale, la realtà ha superato anche le più fosche previsioni. A questo punto per vedere un pò di luce bisogna rifarsi a quello che scrivono due giovani dirigenti ericini , Valentina Villabuona e Simona Mannina, presentando una mini corrente dal significativo nome “democratica….mente”. Scrivono: “vogliamo ripartire da un partito aperto, plurale, organizzato, presente sul territorio; il Pd deve essere il partito degli iscritti e dei suoi elettori”. Ci riusciranno? Auguri!

Aldo Virzì