TRANCHIDA SCRIVE, NOI RISPONDIAMO

L’ex Sindaco di Erice e possibile candidato Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ci ha fatto pervenire il seguente comunicato.

A seguire la nostra risposta

…il 13/11/2017 e poi a seguire il 4/1 e il 4/3/2018 ..quasi fossi un disco rotto, invitavo pubblicamente movimenti e associazioni a prendersi cura della città, scegliendola come 1’ partito e ben oltre la propria appartenenza politica – culturale. Sotto inteso l’invito alle forze politiche a mettere da parte le bandiere (ndr …sono stato candidato alle regionali 2017 col PD, il mio partito) e preoccuparsi oggi e in primo luogo di tifare per i colori e la bandiera della città di Trapani, di questi mesi sempre più alla deriva.
D’altronde la mia cultura politica mi porta a sottolineare ancora una volta un principio
culturale: i partiti politici servono le comunità, prima ancora che servirsi ..delle città.
Ho atteso che maturassero cambia-menti, ed invece ho registrato che i rituali politici classici, dalle segreterie di partito ai caminetti, si sono trasferiti nella hall del Crystal …disegnando coalizioni eterogenee ..ma con una ispirazione tipica della conventio ad excludedum. Eppure quando si tenta di portare soccorso ad un ammalato grave, come è stata ridotta la città di Trapani, ci si da fare un po’ tutti. Non ho bacchetta magica ma ho un debito con i trapanesi (regionali) e voglio comunque onorarlo.

Rispetto a tanto il mio modesto appello (22/3/2018) ai candidati sindaci in pectore D’Angelo, Guaiana, Messina e Savona, per eventuali primarie cittadine aperte e di coalizione (..al Crystal da altri individuata!) con liste civiche, da tenersi non oltre il tempo massimo del 15 Aprile. Oggi tornare indietro o stare ancora ad indugiare, sostanzialmente significa, purtroppo, perdere ancora del tempo e i trapanesi sono ormai stanchi, preferiscono altre “annacate”.

E’ dunque il tempo di accelerare, bruciare le tappe che ci portano al voto su Trapani il prossimo 10 Giugno, definire coalizione civiche e programmi aperti alla e con la città.

Chi ci sta lo dica chiaramente ..non ci stanno preclusioni ideologiche di sorta se non riconducibili ad ovvi pregiudizi etici e morali che verranno amplificati nel patto “voto trasparente” per Trapani/Cambia-Menti.

A chi pensa, sulla stampa o su FB, di provare a denigrarmi gratuitamente, anche per conto terzi, usando velenoso inchiostro anche digitale …o rispolverando l’azione nota del mascariamento, rispondo con la mia faccia, la mia storia e la mia coscienza. Se costoro hanno anche il coraggio del confronto pubblico io ci sarò ..e aspetto.
I trapanesi non possono aspettare. Buon cammino e Auguri per la Santa Pasqua

La nostra risposta:

Tranchida non si smentisce: crede che la sua migliore difesa sia l’attacco e che tutti, appena apre bocca, siamo lì ad ossequiarlo o spaventarci. Lo fa anche oggi in risposta ad un nostro articolo dove raccontavamo fatti, non frottole campate in aria, di questa non ancora iniziata campagna elettorale su Trapani.
All’amico, mi sarebbe ancora piaciuto chiamarlo “compagno”, che conosco da decenni – Lui, mi conosce da decenni ed in altri tempi sapeva dove trovarmi – rispondo che l’opera di mascariamento e della denigrazione non mi appartiene. Non mi appartiene neanche una forma di giornalismo ossequiante al potere, quello di ieri e quello di oggi.

Lo testimoniano oltre cinquanta anni di attività professionale che, in tempi lontani, Tranchida apprezzava. I tempi cambiano. Io comunque sono rimasto fermo alla massima secondo la quale il giornalista è il cane da guardia del potere. Relativamente al giornalista che scrive per “conto terzi”, per quanto mi riguarda lo rimando al mittente con tutti gli interessi.

Tranchida, comunque, non risponde nel merito al mio articolo. Io contesto che possa essere nata una specie di “professione di Sindaco”. E’ solo nello sport che gli atleti non hanno una sola maglia e che ogni volta l’<amano> come fosse la prima volta. Se si è amato Valderice è già difficile amare Erice, ma c’è una continuità storica che giustifica. Impossibile amare Trapani città della quale in altri anni – Sindaco Fazio – si sono dette – anche a ragione – da parte di Tranchida parole e accuse reciproche da querela, salvo negli ultimi anni – sindaco Damiano – stringere un ferreo patto di amicizia. Si sono anche respinte ipotesi di collaborazione che invece adesso diventano programma; manca solo che Tranchida dica di essere d’accordo con la grande città.

Ma se diverrà sindaco almeno una rettifica dei confini arriverà, e senza referendum, c’è da scommetterlo!
Tranchida, che dice improvvisamente di amarci, offende, a mio avviso, la nostra intelligenza ma anche la nostra storia, quella di tutti i trapanesi, accusandoci di essere degli incapaci, che abbiamo bisogno del “forestiero” per amministrarci.

E che per questo il “forestiero” è disponibile a svendere la sua anima politica imbarcando tutti, particolarmente gli avversari politici di sempre. Persino ripudiando il suo partito.
Mi fermo, potrei ancora continuare. Voglio solo sperare che Tranchida, che ha tutto il diritto di non essere d’accordo con i miei articoli, la smetta con allusioni stupide e ignobili.

I giornalisti, come correttamente dice di fare lui, ci mettono la firma e la faccia e, come hanno dimostrato, lo fanno ancora, in Italia, nel mondo e nella nostra piccola Trapani non temendo; affrontano tranquillamente dibattiti, faccia a faccia e quello che si vuole. Tutti? Si, con qualche piccola esclusione che, forse, tanto piacciono a qualcuno.

Aldo Virzì

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