Tutti sul viale del “potere tranchidiano”: anche Gucciardi

La Via di Damasco, pardon, la Via Guglielmo Marconi (Erice – Casa Santa  ndr), si è trasformata in una Viale, necessario per poter accogliere tutti i pellegrini che sono già andati o stanno andando a prostrarsi al nuovo Signore, quello dei miracoli; colui che ha promesso di trasformare questa città in un bengodi, addirittura capitale internazionale della cultura. Forse sarebbe bastato capitale culturale della provincia visto che da decenni, e più precisamente da quando l’amico del Signore prese in mano le redini di Trapani, la cultura è scomparsa.

Ma dicevamo del Viale. Ultimo è più clamoroso esempio di miracolati  che hanno attraversato quel viale è l’on. Baldo Gucciardi,  uscente assessore regionale alla sanità, riconfermato deputato regionale, carica conquistata per sole poche centinaia di voti proprio contro il nuovo Signore al termine di una guerra spietata dentro e fuori del partito, continuata con ricorsi e controricorsi. Ma finita con la sua “vittoria”……di Pirro, dato l’epilogo. Finita quella legale, sino a ieri era continuata quella politica all’interno del loro partito, il PD: divisi in due correnti, tutti e due origine renziana, ma come gli stessi avrebbero detto di altri partiti: correnti di potere. Il nuovo potere nel PD si chiama Tranchida che, come si legge in un articolo di  un organo a Lui molto vicino, sta tessendo una trama che partendo da Trapani si sta espandendo su tutto il territorio vicinorio. Gucciardi ieri gli ha offerto in dono anche tutta la restante parte del territorio provinciale. Lo ha fatto con un comunicato nel quale, come primo atto, riconosce che il PD, in particolare quello di Trapani che sino a ieri ha diretto con il suo gruppo dirigente, non c’è più e che pertanto “ora è il momento delle scelte chiare e senza equivoci”. Quali scelte? Ma perbacco: “ quella di dare punti di riferimento certi e di rassicurante prospettiva ad una comunità ( quella trapanese ndr), ancora oggi indispensabili per quello sviluppo economico, sociale e culturale che i cittadini attendono”. Questa scelta ha un solo nome e cognome: l’ex, sino a 24 ore prima, odiato avversario/”amico”, Giacomo Tranchida. Alè! Il carro del vincitore possibile si è allargato.

Il miracolato sul Viale Marconi fornisce un’altra giustificazione di questa scelta che è una chiara ammissione di non essere un leader. Attribuisce infatti la responsabilità di questa scelta al “suo” gruppo dirigente del PD trapanese; a suo avviso non sarebbe stato capace di mettere insieme una lista di partito con un candidato sindaco da contrapporre a Tranchida. Analisi corretta, ma avrebbe dovuto aggiungere il suo fallimento per non aver saputo individuare Lui, il leader incontrastato del Pd in provincia e a Trapani soprattutto, chi contrapporre a Tranchida. Ma ancora più grave subire che un iscritto e dirigente del PD possa offrire uno sdegnoso rifiuto non solo di  candidarsi a Sindaco sotto quel simbolo che tanto gli è servito nei suoi 28 anni di “militanza” ( cioè amministrare potere…. pubblico), ma che anche la eventuale lista per il consiglio a suo sostegno non deve avere simboli di partito. Pare che il simbolo del PD abbia preso la rogna!

Appare inoltre – afferma qualcuno del suo stesso partito – “una scusante trincerarsi dietro i ritardi ed il presunto rispetto dell’autonomia dei circoli, se ci avesse creduto realmente sarebbe rimasto in silenzio” e non sarebbe arrivata questa presa di posizione TROPPO improvvisa. Sono in molti a interrogarsi tra le sue stesse fila ( almeno sino a ieri ndr) sui veri motivi che l’hanno determinata. Pare che nessuno di loro l’avesse avuto anticipata.

Ma in questo nuovo mondo dove la già sinistra, una certa sinistra, può andare a braccetto con la destra più estrema tutto sembra possibile. Non a caso proprio la settimana scorsa ha fatto la sua presenza a Trapani anche Casapound: devono ancora farci sapere per chi voteranno il 10 giugno, visto che i partiti ufficiali della destra sembrano aver rinunciato.

Aldo Virzì