Il “grido” di Savona: non ci sto!

Dopo l’avv. Salvo D’Angelo c’è un altro “non ci sto” accompagnato da un’altra rinunzia a candidarsi a Sindaco di Trapani. D’Angelo è un esponente del centro destra. Questa volta il “ non ci sto” arriva da sinistra, o meglio dal centro sinistra, da Pietro Savona, già candidato sindaco e non eletto a giugno dello scorso anno per i bizantinismi di una vecchia norma legislativa.

Savona grida il suo “non ci sto” non con la stessa veemenza di D’Angelo, ma è ugualmente polemico, soprattutto con il partito, il suo partito, il PD, dove ha anche avuto qualche ruolo e dove era considerato sino a ieri un fedele “gucciardiano”. Nell’annunciare il suo passo indietro ( già anticipato da questo giornale ndr) – che non a caso avviene all’indomani della clamorosa scelta di Gucciardi in favore di Tranchida – il già candidato Sindaco Pietro Savona mette i puntini sulle i e si rifà alle scorse e sfortunate elezioni amministrative facendole diventare attuali. Come?

Intanto per ribadire che il programma il PD lo aveva, era quello del giugno scorso, “costruito con i cittadini dopo un’attenta analisi delle criticità e dei bisogni, ed una rivisitazione dei punti di forza e degli interventi prioritari”.

In sostanza, è il Savona pensiero: “noi il programma l’avevamo, non avevamo bisogno del <forestiero> che il programma lo deve ancora costruire”. Ma c’è di più e più pesantemente aggiunge: “ la proposta ( quella di ieri e sempre attuale ndr) era orientata alla coerenza, rispetto alle problematiche della lotta alla corruzione e della criminalità organizzata.

In funzione di ciò abbiamo inteso rifiutare ogni intesa con altri candidati responsabili delle amministrazioni cittadine degli ultimi anni, oltretutto coinvolti in vicende giudiziarie che imponevano di porre particolare attenzione alla questione morale”. Più che evidenti i riferimenti di Savona; ma soprattutto a chi dirige il suo ammonimento che, non a caso, finisce con l’invito ( difficile trovi accoglienza ndr): “sarebbe auspicabile rimanere lontani da questi personaggi”.

L’ultimo passaggio lo riserva alla squadra degli assessori, la sua – e fa i nomi – “persone di comprovata capacità e di indiscussa moralità”. Come a dire: gli altri, quelli di Tranchida lo saranno altrettanto? Squadra aggiunge, scelta al di fuori del “manuale cencelli”, segnale concreto del cambiamento. Un ultima stoccata la riserva al candidato scelto dal PD che, come è noto, ha aperto a tutti, anche all’estrema destra: “ non abbiamo cercato accordi a tutti i costi, anzi abbiamo rifiutato le proposte provenienti da ambienti non ritenuti consoni che, successivamente, hanno preferito la città commissariata”.
Fin qui il “non ci sto” di Pietro Savona, forse un pò tardivo e mancante di quell’autocritica che anche molti suoi amici gli fanno della riunione da Lui convocata al Cristall.

Tranchida l’ha scelta come scusante per la sua decisione che, come sanno anche i muri, era stata scelta da tempo. Era, è una bugia, ma Savona, sia pure involontariamente, gli ha dato un assist.
Aldo Virzì