Da MVP a squalificato, la “strana” vicenda di Giorgio Lamia

Davvero singolare quanto successo a Giorgio Lamia, giovane promessa della Pallacanestro Trapani, militante nella formazione Under 16 di coach Fabrizio Canella. Riavvolgiamo il nastro, rivivendo la vicenda attraverso il comunicato della società granata.

Si è svolta il 5 aprile, al Palasport di Patti, la semifinale regionale di ritorno del campionato under 16 fra la Sport e Cultura Patti e la nostra Conad Pallacanestro Trapani. Premesso che all’andata i ragazzi di Canella si erano imposti al PalaConad col punteggio di 111-55 (scarto di 56 punti), si è percepito fin dall’ingresso al Palazzo di Patti che il ritorno non sarebbe stato lo stesso.

Già durante il riscaldamento l’arbitro aveva rimproverato un nostro atleta, reo di fare riscaldamento qualche minuto prima del termine consentito. Ma i problemi veri sono cominciati subito dopo la palla a due.

Durante la prima azione viene ravvisato un fallo di Lamia e, nell’azione successiva, durante una palla contesa fra Lamia e un giocatore di Patti, viene fischiato al primo un fallo antisportivo, al secondo un fallo semplice. Nel rientrare verso la metà campo difensiva, il nostro Giorgio Lamia si avvicinava verso l’avversario per provare a scusarsi del fallo precedente ma l’arbitro ha intravisto in questo gesto un fare minaccioso ed ha espulso il giocatore dopo 1 minuto di gioco.

La partita verrà vinta da Patti 74-72.

Provando per un attimo a dimenticare il fatto che in ogni quarto, dopo 2 minuti di gioco, Trapani fosse già al bonus, tralasciando i singoli errori, le sviste, gli interventi in campo di gente non autorizzata, i costanti e vergognosi insulti rivolti ai ragazzi ed all’allenatore, le minacce e le intimidazioni ricevute prima, durante e dopo la partita, ci si chiede se sia mai possibile che una squadra che all’andata aveva vinto di 56 punti e che pochi giorni prima veniva esaltata per educazione e rispetto al prestigioso torneo Giovani Leggende di Varese e solo qualche mese fa, al torneo Malaguti di San Lazzaro, era stata premiata come la squadra che aveva espresso le migliori qualità, fuori e dentro il campo, possa solo in Sicilia improvvisamente trasformarsi in una squadra violenta e fallosa!?.

E ancora: è possibile che Lamia, nominato mvp (miglior giocatore del torneo) del “Giovani Leggende”, possa diventare così “cattivo” da meritare l’espulsione dopo un minuto?!. Ovviamente noi riteniamo la cosa impossibile.

Ieri, a distanza di qualche giorno da quella sfida, giunge la decisione del giudice sportivo: 2 giornate di squalifica a Lamia che, dunque, dovrà rinunciare al suo sogno di disputare la finale regionale contro Ragusa, andata e ritorno (fatto quantomeno strano) . Un giocatore che nei 3 campionati che disputa (U16, U18 e U20) non è mai stato espulso, né tantomeno squalificato, è stato punito con una sanzione gravissima, a causa di una espulsione rimediata ingiustamente dopo un minuto di gioco. Una decisione, quella del giudice sportivo che ci lascia attoniti e disarmati di fronte al perpetrarsi di una ingiustizia smisurata. Decisione, tra l’altro, a cui non è possibile fare ricorso.

La Pallacanestro Trapani si sente amareggiata, non tanto per quello che avverrà sul campo, quanto perché, per una scelta inopinata, rischia di vanificarsi tutto il lavoro dello staff e soprattutto dei ragazzi che, fin dall’estate, hanno quotidianamente profuso tanto impegno per raggiungere questo obiettivo. Ci chiediamo poi, per esempio, perché il giudice sportivo non abbia squalificato il campo di Patti dato l’ingresso in campo (registrato nel referto dell’arbitro) di un soggetto esterno (cosa che da regolamento equivale ad una invasione di campo sanzionata dalla squalifica).

Sicuramente saranno state tutte delle sviste, sicuramente sarà stato solo il caso, lungi da noi pensare che si sia voluto agevolare qualche altra formazione dell’isola. Tuttavia, lasciateci la libertà di rimanere molto perplessi e dubbiosi su quanto successo e di esprimere preoccupazione per tutto quello che da tempo osserviamo nella gestione dei campionati giovanili in Sicilia. Rimaniamo infine attoniti sulla totale assenza da parte della FIP Sicilia che, ancora una volta, ha perso una buona occasione per dimostrare supporto e attenzione verso chi investe molto nei settori giovanili e nel movimento.

Alla luce di quanto sopra, ci domandiamo che senso abbia investire sui settori giovanili se questo è il ritorno che le società ottengono!