Investire senza le banche

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Dai recenti fallimenti delle grandi banche come le Banche venete, Monte dei Paschi, migliaia di piccoli risparmiatori hanno subito gravi danni economici; sicuramente, molti di questi risparmiatori hanno perso la fiducia nelle banche, e non vogliono più investire tramite esse. Ma, molti risparmiatori non prendono in considerazione la possibilità che per investire non serve, necessariamente, l’ausilio degli intermediari finanziari nella forma tradizionale. Per fortuna, la digitalizzazione ha risolto anche questo problema. Infatti, esistono piattaforme online, che offrono servizi completi e assomigliano in tutto per tutto alle banche tradizionali.

 

Broker online

 

Le società che permettono di scambiare titoli online, denominate come “broker online”, sono autorizzate ad agire sul mercato dalla Consob. Gli intermediari digitali possono offrire diversi servizi: come conti correnti online, prestiti, carte di credito; oppure, in alcuni casi possono essere società specializzate solo in operazioni di carattere mobiliare e non creditizia, come le Società di intermediazione mobiliare (SIM). Oppure, ancora, possono essere società estere specializzate nella negoziazione digitalizzata dei titoli finanziari, come trade.com.

Quindi l’attività di trading online consiste nello scambio di titoli finanziari attraverso programmi computerizzati, ognuno con algoritmi diversi ad esempio trade.com, accessibili solo con l’ausilio di internet.

Ovviamente, i Broker applicano per le transazioni effettuate sulle loro piattaforme online delle commissioni, che possono essere fisse, variabili oppure regressive, ossia all’aumentare delle transazioni o titoli scambiati riducono il costo degli scambi.

 

I titoli scambiati online

 

Il mercato azionario si è evolto molto negli ultimi decenni. Prima investire era una attività per pochi e per coloro che avevano disponibilità di grandi capitali. Oggi giorno, è un’attività che può essere praticata da tutti, ma non senza rischi. Sui mercati finanziari sono negoziati titoli relativi a grandi aziende, top brand, linee aere, e anche molti social network, come Facebook. Una lista di titoli azionari può essere trovata attraverso diverse fonti tra cui quotidiani finanziari, Borsa Italiana e Trade.com. È normale che una lista dei titoli azionari così vasta possa confondere e la domanda che sorge legittima è: qual è il titolo migliore o meno rischioso? la risposta è che non esiste un titolo migliore, poiché ogni investitore è diverso e ha preferenze molto diversificate. I principianti preferiscono iniziare da titoli meno costosi, meno rischiosi e sui quali è possibile ottenere facilmente informazioni. Mentre trader esperti preferiscono investire per lunghi periodi e amano il rischio.

 

Investire con cautela

 

È importante ricordarsi sempre che investire in titoli azionari non è un gioco. Investire male e non razionalmente può comportare perdite molto elevate. Prima di addentrarsi su questo mercato sarebbe molto utile seguire dei corsi specifici sull’argomento e valutare la propria preparazione teorica e anche psicologica. Infatti, le perdite di capitale possono avere effetti molto gravi anche sulla psicologia dei singoli investitori. È consigliato spesso dai specialisti di fissare dei limiti di” sicurezza”, ovvero non si deve superare una quota massima del proprio reddito negli investimenti rischiosi. Tuttavia, è possibile anche investire in titoli di debito emessi dai governi, poiché sono a rischio zero, ma hanno dei tempi di investimento che vanno da un minimo di 6 mesi a 10 anni.

 

Il trading online come risparmio alternativo

 

Molte piattaforme offrono titoli anche a partire da 50 euro, quindi, il trading online può essere anche un modo alternativo e diversificato per risparmiare. Risparmi che nel tempo tendono a crescere se effettuati con ragionevolezza, buon senso e, soprattutto, attraverso un set di conoscenze vasto. Purtroppo, il mercato finanziario è uno dei mercati a rischio più alto e non si deve sottovalutare questo fattore. Infatti, ne è un esempio il caso delle banche fallite, che nonostante il fatto che erano costituite da persone specializzate e formate su questo argomento hanno dovuto pagare il prezzo delle loro azioni.

 

Le informazioni pubblicate su questo articolo hanno finalità informativa, e/o pubblicitaria/promozionale e non sono in alcun modo da intendersi né come consulenza, né come sollecitamento all’investimento.

Le attività di trading comportano un alto livello di rischio e non sono adeguate a tutti gli investitori.

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