IL PD ABBANDONA BOLOGNA : LUI CONTINUA E SI APPELLA ALLA CITTA’

Peppe Bologna, candidato sindaco di Trapani, il primo a proporsi, il primo, ad oggi l’unico, che ha redatto un programma distribuito in città, preceduto da incontri con tutte le forze sociali, prende atto di essere stato “mollato” dal partito nel quale è iscritto: il PD.

Prende atto che dopo la “scelta” fatta dall’on. Gucciardi il pd trapanese si è prontamente allineato e, uscendo finalmente allo scoperto, ha scelto Giacomo Tranchida, accettando di affiancarlo comunque, anche con una lista che non porti “l’odiato” simbolo di partito. Prende atto, ma decide di continuare la sua corsa in solitario con la sua lista <Scirocco> che rievoca, anche nel simbolo, la storica emittente di cui è stato fondatore. Non si rivolge più al “suo” partito ma alla cittadinanza.

Lo fa con una lettera aperta  molto pacata, molto costruttiva, un richiamo e un ammonimento ai cittadini perchè “non scelgano chi ha contribuito a devastare questa città, perché venga eletto il primo cittadino sindaco, responsabile, sinceramente garantista, lineare e coerente”. In questo contesto conferma di avere chiesto solo al movimento  “ Trapani svegliati” che fa capo a Pietro Savona un collegamento alla sua candidatura. Non dice, almeno nella lettera aperta, se ha ricevuto o meno risposta.

Il suo appello si chiude con l’abbandono dei toni pacati, per lasciare posto ad una riflessione; una pesantissima stoccata in perfetto stile “bolognese” rivolta in più direzioni, ma in una soprattutto, quella che gli era più vicina politicamente: “Quale è il collante che unisce quanti fino a pochi giorni fa venivano tacciati di mafia, delinquenza e tanto altro? Non vorrei che queste squallide ed impervie ammucchiate acuiscano  il rischio di un commissariamento della città di Trapani per mafia”.

Allusioni pesantissime e gravissime che segnano l’annuncio  di una campagna elettorale per alcuni aspetti drammatica; ma forse qualcuno l’aveva messa nel conto e non si fa scrupoli a continuare. Trapani, palazzo D’Alì, per qualcuno è solo il corollario di altro.

 

Aldo Virzì