Video| Si è svolto ieri il congresso regionale Uila Pesca

Un’Isola, mille 500 chilometri di costa, trentuno Marinerie. Tradizioni e storie diverse, accomunate dalla passione di lavoratrici e lavoratori che nel tempo hanno assicurato tessuto economico e sociale alla Sicilia. A loro è stato dedicato il congresso regionale Uila Pesca, che oggi a Mazara ha confermato segretario generale Tommaso Macaddino, segretario organizzativo Antonino Pensabene, segretario regionale Nino Marino, tesoriere Concetta Di Gregorio.
 L’assemblea, ospitata nella sala convegni del Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto per l’Ambiente Marino Costiero di via Luigi Vaccara, è stata presieduta dal segretario generale della Uila Sicilia, Nino Marino. Dopo la relazione di Macaddino, nel corso del dibattito sono fra gli altri intervenuti il responsabile della sede Cnr di Mazara, Gioacchino Bono, e i segretari generali Uil di Sicilia e Trapani, Claudio Barone ed Eugenio Tumbarello. Ha concluso Enrica Mammucari, segretaria generale Uila Pesca.
Gli esponenti sindacali non hanno nascosto la gravità della crisi, che ha colpito il settore: “La flotta peschereccia siciliana ha sofferto una perdita di circa 8 mila 600 posti, oltre quelli dell’indotto. Il danno e la beffa. I lavoratori della Pesca, infatti, non hanno le stesse garanzie sociali e gli stessi diritti riconosciuti agli altri che noi rivendichiamo da anni. Così come denunciamo che il settore soffre un’inspiegabile assenza di tutele basilari per gli addetti di questo comparto. Sul fronte della salute e della sicurezza a bordo, peraltro, mancano totalmente vere tutele.
La normativa attuale di riferimento è obsoleta e inadatta a rispondere alle esigenze di una realtà produttiva tra le più pericolose al mondo”.
Enrica Mammucari e Tommaso Macaddino insieme a Nino Marino, Claudio Barone ed Eugenio Tumbarello hanno quindi sollecitato “l’introduzione stabile di ammortizzatori sociali a copertura dei periodi di sospensioni dell’attività, per cause indipendenti dalla volontà del datore di lavoro”. “Un ammortizzatore nel settore – hanno aggiunto – potrebbe garantire molti vantaggi sociali e strutturali a pescatori e armatori. Pensiamo all’eliminazione delle uscite in mare in condizioni meteo marine avverse, ma anche ai fermi dell’attività di pesca a beneficio dell’ambiente marino e del ripopolamento delle risorse ittiche”. Uila Pesca-Uila-Uil hanno sottolineato pure l’importanza dell’anticipo pensionistico agevolato-Ape Sociale introdotto in via sperimentale fino alla fine del 2018: “Ora è necessario completare l’opera di miglioramento anche attraverso una semplificazione delle procedure di accesso alla prestazione.
La proroga ottenuta fino al 2019 va resa strutturale per assicurare un reddito di accompagnamento alla pensione soprattutto per quei lavoratori in età avanzata che hanno esaurito ogni ammortizzatore sociale e trovano difficoltà a rioccuparsi. E, tra questi, non possono non esserci i pescatori”. Da Mazara, infine, i rappresentanti di Uila Pesca-Uila-Uil hanno chiesto alle istituzioni politiche “un confronto per il pieno riconoscimento delle malattie professionali e del lavoro usurante in un comparto tra i più rischiosi, pesanti e usuranti”.
Citato pure lo studio svolto proprio a Mazara del Vallo da Uila Pesca insieme al patronato Ital-Uil e in collaborazione con l’Inail “per dimostrare, su base scientifica, il carattere usurante delle attività di pesca da sottoporre all’attenzione del legislatore, oltre che per valutare misure adatte a migliorare la salute degli operatori della Pesca e prevenire gli infortuni a bordo”.