Galluffo rompe l’equilibrio “tranchidiano”

La destra, il centro destra  riesce a trovare la sua unità, scende in campo pesantemente e rimette in discussione tutto quello che sembrava già scontato. Una unità che assume il nome dell’avv. Vito Galluffo, candidato sindaco al comune di Trapani, notissimo e stimato avvocato penalista del foro di Trapani con un passato amministrativo e politico: è stato infatti assessore socialista al comune di Trapani in anni lontani. Sembrerebbe anormale che una persona che non ha mai rinnegato la sua militanza socialista possa essere etichettato come esponente del centro destra, ma oggi nulla più, almeno apparentemente, sembra scontato. Ha cominciato Tranchida rifiutando i partiti, a cominciare dal suo, e accogliendo tutto – destra, anche estrema, centro, centrosinistra – sotto il suo nome.

Ieri Galluffo in una conferenza stampa ha ufficializzato la sua candidatura esponendo le linee principali della sua candidatura che non ha ancora una programma preciso per la città, “da costruire e sul quale si sta  lavorando”, e che ha come direttrice quella di far rinascere la città di Trapani “dopo anni  di miopia politica e amministrativa”, con riferimenti che sembrano guardare più agli anni della gestione Fazio che a quella recente di Damiano. Punta soprattutto sul turismo, ma non dimentica la sua passione per l’agricoltura. Pensa ad una amministrazione fatta da un mix di giovani – a loro rivolge un richiamo/appello all’impegno – ma anche di chi ha maturato esperienza. E Galluffo che giovane non è più da tempo,  mette sul campo tutta la sua esperienza maturata negli anni. Sui suoi competitors: guarda positivamente alla candidatura dell’ex editore Peppe Bologna, con riferimento al tipo di campagna elettorale fatta di idee e soprattutto di un programma costruito nel tempo. A Bologna porge la mano per una possibile collaborazione. Non è tenero verso Giacomo Tranchida, nei confronti dell’ex sindaco di Valderice e Erice sfodera tutta l’esperienza del penalista di grido: “c’è chi fa del mascariamento di professione un’arma con la quale attacca gli avversari accusandoli a sua volta di mascariamento”.

Gli effetti della ritrovata unità del centro destra si sono fatti sentire. Infatti alcuni, e non pochi, dei possibili candidati   di destra che sembravano pronti a salire sul carro di Tranchida, considerato il vincitore assoluto, sono scesi e tornati “all’ovile”, sembra creando non pochi problemi di prospettiva ma anche pratici a Tranchida che ha qualche difficoltà a riempire tutte le numerose liste preannunciate. Alcuni nomi sono “pesanti”, perché considerati portatori di voti. Tranchida deve affrontare anche il problema sulla presenza nelle sue liste di esponenti dell’Udc che fanno riferimento all’assessore regionale Mimmo Turano. Una presenza che trova la netta opposizione dell’on. Ruggirello. Insomma stanno venendo al pettine i nodi di quella forma di bulimia politica che ha caratterizzato  l’inizio della candidatura di Giacomo Tranchida.

La candidatura di Galluffo ha aperto anche  qualche problema all’interno del PD ericino e che ha per protagonisti Valentina Villabona e Simona Mannina. Una piccola scissione, una storia ascrivibile più ai voltagabbana e sulla quale non viene la pena di soffermarsi.

Aldo Virzi