Paceco, aritmetica la retrocessione in Eccellenza

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Con la contemporanea vittoria per 4-1 del Roccella sul campo dell’Isola Capo Rizzuto e la sconfitta casalinga per mano del Troina, il Paceco chiude il suo annus horribilis con il mesto ritorno in Eccellenza, dopo appena un anno. Non servirà più fare calcoli o appellarsi alle più incredibili rimonte calcistiche: il Paceco chiude la propria rincorsa 180 minuti prima del traguardo ufficiale.

Di seguito le dichiarazioni di mister Di Gaetano:

«Ennesima partita in cui c’è davvero poco da commentare se non quello di analizzare i gol subiti, nati ancora una volta da incertezza o ingenuità commesse da ragazzi giovani. È un leitmotiv che ci portiamo avanti da tutta la stagione. La cosa che non mi è piaciuta è che durante tutto l’arco dell’anno non siamo riusciti a limare queste mancanze e trarre esperienza dagli errori commessi, esordisce l’allenatore. Già dall’inizio in molti ci accreditavano come squadra materasso che sarebbe scesa di categoria ben prima della fine della stagione.

Ci ho messo la faccia e ho accettato questo incarico perché credo nel lavoro, credo nei miracoli sportivi e noi ci siamo andati vicini con dei ragazzi bravi e volenterosi, benché realmente fossimo tecnicamente inferiori rispetto ad altre squadre del girone. Prendiamo atto di questa retrocessione, non è sicuramente una cosa piacevole però ci sono cose ben più gravi nella vita. Dobbiamo trovare la forza di andare avanti. Per quanto mi riguarda, ho la coscienza a posto. Sono sereno perché ho dato tutto me stesso, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 ho pensato a lavorare per questa squadra e questa società. Sicuramente ho commesso degli errori, che comunque ti formano e fanno fare esperienza per il prosieguo della carriera. Questa è stata un’esperienza importante, che mi ha arricchito e la porterò dentro di me per fare in modo che un domani io possa affrontare le stesse problematiche in maniera diversa.

È stata un’annata sicuramente sfortunata ma spesso la fortuna va ricercata e meritata – prosegue – La nostra era una squadra giovane che sotto alcuni aspetti è cresciuta e sotto altri, no. Io mi sento di ringraziare uno per uno tutti i ragazzi della rosa che assieme a me hanno fatto parte di questa avventura. Ringrazio la società per averci dato questa possibilità, con tutte le difficoltà che ha vissuto. Anche per loro, è un anno formativo. La categoria che abbiamo giocato è molto diversa da quelle che il Paceco ha fin’ora disputato, e anche nel modo di affrontarla sicuramente ci sono delle cose diverse rispetto ad altre categorie. Sappiamo tutti gli errori che abbiamo fatto, a partire da me, passando dai giocatori e finendo al presidente.

Il calcio è bello perché ti dà la possibilità di rifarti anche negli anni successivi e io prendo sempre spunto ed esempio da De Zerbi, senza permettermi di fare paragoni: lui iniziò la sua carriera con una retrocessione dalla D in Eccellenza e poi l’anno successivo andando a Foggia fece quello che fece. Che sia di buon auspicio».