SCINTILLE TRA GALLUFFO E TRANCHIDA

Nessun dubbio che questa campagna elettorale sarebbe diventata presto ben calda, forse troppo.

Protagonista principe non poteva che essere il supercandidato e, secondo molti, superfavorito Giacomo Tranchida. In ogni suo intervento, scritto o orale, arriva sempre la parola “mascariamento”di cui sarebbe vittima; un’accusa rivolta ai suoi competitor. Poi vai a vedere e ti accorgi che a dare inizio a questa specie di danza delle “gentilezze” ( eufemismo!) è qualcuno proprio dalle parti di Via Marconi, sede del suo comitato elettorale.

Ieri un nuovo capitolo. In una intervista ad una emittente Tranchida lancia la “terribile” accusa contro Vito Galluffo: “ è un avvocato che difende i mafiosi” e per questo – è la sua conclusione implicita, ma anche esplicita – non avrebbe la giusta moralità per amministrare la città capoluogo. Mascariamento? Boh! Forse per Tranchida non lo è, quando è egli stesso a praticarlo !

Galluffo, che è uno stimato e riconosciuto professionista, risponde per le rime. Lo fa con una lettera aperta ammonendo Tranchida  “che è meglio tacere che dire noiose sciocchezze”. Un incipit “leggero”. I toni pesanti arrivano dopo. Prima ricorda che i diritti degli imputati (tutti) alla difesa sono sanciti dalla Costituzione e che in virtù della sua <nobile> professione “ho frequentato i Palazzi di Giustizia, mentre costui (Tranchida ndr) l’ho incontrato solo e spesso in Tribunale o come <imputato> o parte offesa o per altri motivi a me sconosciuti”.

Il curaro c’è, ma a Galluffo non basta, per questo sente il bisogno di aggiungere che i cittadini nella loro scelta dei candidati a Sindaco devono decidere sulla”onestà quotidianamente praticata e non gridata, la correttezza conclamata, l’onesto lavoro svolto, il vissuto, le cose realmente fatte e non blaterate”.

E ancora:” chi vuole amministrare la Città, come chi amministra la Giustizia, deve non solo essere onesto, ma lo deve anche apparire, altrimenti deve essere e divenire fin da subito, per tempo, e senza remora alcuna, oggetto di indagini serie e a 360 gradi!”. La stoccata finale:”io e i trapanesi abbiamo rispetto per chi non lavora o non trova lavoro ma non per chi ha un lavoro e non ha mai lavorato” che è, come è noto, l’accusa che in molti fanno a Tranchida. Perfino Repubblica nelle sue pagine nazionali descrivendo la situazione trapanese ha definito “Tranchida di professione Sindaco”.

La risposta non si è fatta attendere. Un comunicato stampa di Tranchida che comincia con una piccola-grande bugia scrivendo di “serrato ma sereno confronto politico e programmatico con la coalizione di liste civiche”. E’ noto dello scontro tra Guaiana e Briale che ha portato addirittura Francesco Salone ad abbandonare il tavolo e minacciare il ritiro della sua lista. Dopo i soliti riferimenti “al patto etico e al voto pulito contro i cambiacasacca”, ribadisce che gli aspiranti assessori dovranno aspettare almeno un paio di anni, prima sarà Tranchida a gestire con una Giunta tecnica ( cioè formata da suoi personaggi di fiducia ) con il compito di “tirare fuori la città dal pantano e rimetterla in carreggiata”, poi si passa alla “governance politica”. Insomma, par di capire che non ha molta fiducia nelle capacità dei politici aspiranti assessori che lo sostengono.

Chissà se saranno contenti o, come molti prevedono, all’indomani dell’eventuale elezione apriranno le “danze” con richieste e minacce di sfiducia. In fondo si tratta di film già visti.

Non c’è ancora il programma, ci sono le direttrici programmatiche sulle quali costruirlo: “Trapani Capitale Europea della Cultura – Città Grande – percorsi di partecipazione cittadina (?) – organizzazione e strategia operativa”. Sul primo punto, un progetto enorme, c’è già chi ricorda un altro progetto ( elettorale ) enorme: il treno a cremagliera da Pizzolungo a Erice. Sulla Città grande è da vedere quanto somiglia alla Grande Città sponsorizzata da D’Alì e osteggiata dallo stesso Tranchida.

L’ultima parte del lungo comunicato stampa è riservato al………”mascariamento”, perbacco!. Tranchida respinge i “tentativi di mascariamentopersonale e d’inquinamento polemico della campagna elettorale ( sic) perché i trapanesi vogliono cambiare pagina archiviando la vecchia cultura politica e i vecchi opportunisti, politicanti, comparse compresi”. Scrive così, senza essersi guardato attorno. La stoccata a chi lo vuole, secondo lui, mascariare: “ Non prendo di certo lezioni di etica e morale politica , e prima ancora personale da tali e noti Galluffo e Bologna, ancor meno mi preoccupano il loro datato e manifesto status tronfio, accompagnato dallo sfoggio di potere/i”. Il cronista confessa di non aver capito cosa non lo preoccupa.

Comunque Tranchidaindossando un quantomeno improbabile saio dell’umiltà, continua la nota paragonandosi ad “un piccolo e umile Davide che riuscì a battere il colosso e pomposo Golia”

Alla prosssima puntata!

Aldo Virzì