Salone: “Il fine non può giustificare i mezzi”

Di seguito la nota integrale dell’ex consigliere comunale Francesco Salone sulla decisione del candidato Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida.

La pretesa esclusione di Francesco Briale perché espressione della precedente giunta, passivamente subita dal candidato sindaco Giacomo Tranchida, è un veto ingiustificabile e inaccettabile.

Ingiustificabile perché dal candidato sindaco di una coalizione mi sarei atteso una maggiore fermezza nel rispetto degli accordi di lealtà. A maggior ragione se tali accordi sono stati minati dagli ultimi arrivati nella coalizione, al contrario di chi, come me, fin dalla prima ora ne ha sostenuto la candidatura. Tanto più con chi come me, coinvolto in una vicenda giudiziaria ancora tutta da chiarire, ha saputo e voluto fare un passo indietro per non turbare la formazione delle liste.

Inaccettabile perché giunge proprio da quegli esponenti politici (Peppe Guaiana e Peppe La Porta, con la sponda di Paolo Ruggirello) che alla precedente amministrazione hanno fatto da vera stampella per tutto il mandato, ricevendone in cambio ruoli di governance di primo livello: l’amministratore unico di ATM (Randazzo); l’amministratore della Trapani Servizi (Carta); per non dire di assessori, espressioni dirette dei tre.

Ho chiesto quindi a Giacomo Tranchida se fossi stato anche io legittimato a porre un veto sullo stesso Giuseppe La Porta, visto che si è opposto alla mozione di sfiducia da me presentata al sindaco Damiano. Purtroppo non ho ricevuto alcuna risposta

È bene, a questo punto, che i trapanesi sappiano che ho dovuto assistere a un veto strumentale che ha avuto il sapore del vero e proprio ricatto personale. L’esclusione di Briale è stata solo la leva per attivare un’operazione politica mirata solo a destrutturare la lista dei Futuristi con l’obiettivo di avere più posti da spartirsi in consiglio comunale. Mi chiedo a questo punto: se è valido per Tranchida il veto su Briale, perché egli non ha posto lo stesso veto su Michele Cavarretta (anch’egli assessore di Damiano) che è stato in lista, come lui, nella coalizione che ha sostenuto la sindaca Daniela Toscano. Parafrasando: ci sono veti che pesano come fuscelli e veti che pesano come macigni.

La cosa più triste è che il candidato sindaco Tranchida, pur avendo avuto cognizione e consapevolezza che tale operazione è stata mirata contro la mia persona, il mio ruolo politico, e contro gli amici con i quali stavamo costruendo un progetto, l’ha praticamente avallata pur di non perdere l’apporto elettorale di Guaiana, La Porta e Ruggirello.

Credevo, in perfetta buona fede, che tanto attivismo e tanto annunciato civismo al di fuori dei partiti (con la costituzione di tante liste civiche) avrebbe catalizzato l’attenzione sui programmi, sull’analisi dei problemi dei trapanesi e sulle soluzioni da adottare. Invece a nulla di tutto ciò ho assistito.

Se è questa la Trapani dei Cambia…menti, allora preferisco che la mia mente non cambi. Non accetto i ricatti, non li ho mai subiti. Punto, questo, fermo e inderogabile. Ho creduto, in cuor mio, che almeno in questo con Tranchida fossimo allineati, nonostante abbiamo militato, in passato, in aree diverse. Temo, a questo punto, che siano vere le voci dei detrattori di Tranchida per cui il fine (diventare sindaco) giustifica i mezzi (trovare alleanze in ogni schieramento): alleanze, anche con coloro che fino a ieri proprio lo stesso Tranchida affermava “non volerci avere nulla a che fare”. Auguro le migliori fortune al mio amico candidato del centro-sinistra-destra Giacomo Tranchida.