Amministrative Trapani, Intervista a Stefano Bica

Stefano Bica, laurea in statistica, lavora con ruoli manageriali alla TIM, a Roma, ma appena può “scappa” a Trapani a respirare aria di casa. Nel suo passato giovanile una lunga collaborazione con Telescirocco. Oggi è candidato con la lista “Scirocco per Trapani”. Lo abbiamo intervistato

Perché ti candidi ?

La terra natia è come la mamma: unica e per sempre. Il richiamo della foresta non è solo un’invenzione e per questo ogni volta che guardo la mia città mi viene voglia di fare qualcosa di buono per lei. Ed eccomi qui a partecipare alla competizione che spero, comunque vada, porti in Consiglio le persone migliori che permettano a Trapani di tornare ad essere quella che per ora non è.

Perché con la lista “Scirocco per Trapani” ?

Questione di identità. Fuori città mi riconoscono come trapanese mentre entro la cinta municipale mi riconoscono come Scirocco (ma anche come arbitro di basket, ormai benemerito). Quindi potevo partecipare a questa competizione elettorale solo come trapanese e nella lista Scirocco per Trapani, in quanto le mie idee sono solo positive e non dipendono da nessun colore politico e coincidono al 95% con quelle portate avanti dal candidato sindaco Peppe Bologna, per motivi culturali ma anche di metodo. Da statistico ho molto apprezzato l’approccio manageriale usato per la stesura del programma. L’ascolto della gente è l’unico che permette di capire davvero cosa manca ai trapanesi come popolazione e cosa richiedono per la loro città.

Come vedi Trapani nel futuro ?

Immagino una città in cui la gente non vive per niente dentro casa, potendo disporre di spiagge e zone verdi attrezzate per svolgere sport e attività ludiche per bimbi e adulti, ben tenute e che permettono di vivere all’aria aperta. Ce lo meritiamo, e la mia idea è di allargare la visione di casa che per ora si ha, facendo considerare come casa l’intera città, fornendo quanto serve per viverla e mantenerla pulita, ma anche per renderla bella. L’unica via che vedo per procedere in tale direzione è la collaborazione fra pubblico e privati.

In che modo potrebbe migliorare Trapani nel complesso ?

Non possiamo dimenticare la vocazione naturale del territorio per l’agricoltura genuina e di qualità. Agevolerei la produzione e la vendita di prodotti a km zero, stimolando le piccole e medie aziende agricole dei territori circostanti che hanno voglia di continuare la loro attività, senza costringerle all’uso di prodotti chimici che comprometterebbero la salute dei cittadini.

Lo sviluppo lo vedo anche nel campo turistico, fornendo per esempio a chi intende lavorare con gli ospiti stranieri, dei corsi base di lingua perchèchi vuole venirci a trovare si senta a casa. Sono consapevole che il punto cardine rimane l’aeroporto di Birgi, ma sappiamo che il vero boom si potrà avere solo facendo sistema col vicino aeroporto di Punta Raisi.

Ma anche nel campo industriale, e la partenza seria della raccolta differenziata in città potrebbe offrire vere opportunità di lavoro ed investimento per produrre energia e creare prodotti utili ed originali che potrebbero essere esportati anchenei vicini paesi al di là del Mediterraneo.

Occorre però partire dalla cosa più importante da adeguare: la mentalità.

Amunì. C facemu

                                                                                                A.V.