“MASCARIAMENTI”? INTIMIDAZIONI AI GIORNALISTI CHE QUERELANO

Ormai è scontro a suon di carte bollate tra i giornalisti ed i sindaci, quello passato e quello odierno del comune di Erice. La smentita, a firma della Sindaca Daniela Toscano, sulla nuova presenza di forze dell’ordine al comune accompagnata da pesanti accuse e allusioni – nel loro linguaggio “mascariamenti” – che sarebbero stati propalati ad arte per creare problemi alla candidatura di Tranchida a Trapani. La Sindaca nel comunicato minacciava querele.

Ma è stata anticipata e proprio dai giornalisti. Nel caso specifico da Gianfranco Criscenti che da corrispondente Ansa per primo aveva fatto il lancio di agenzia poi ripreso dalle testate locali. Sentitosi sotto accusa Criscenti, giornalista con esperienze decennali, da sempre noto per la sua correttezza, a maggior ragione perché lavora con la più grande agenzia di stampa d’Italia, ha reagito immediatamente e stamattina ha presentato ai carabinieri il suo esposto denuncia ribadendo di  “non aver giammai avuto alcun interesse a divulgare notizie ad arte nè di prestarsi <ad alcun gioco al massacro> ma di avere riportato quanto appreso da autorevoli fonti ufficiali e pertanto pienamente attendibili e veritiere”. La conclusione, ovvia e scontata, è quella della querela con l’accusa di diffamazione per la Toscano che rischia la condanna sino a un anno di reclusione o una forte multa. Ovviamente si faranno delle indagini per accertare la veridicità dei fatti, ma lo stesso Criscenti chiama in causa “altri eventuali concorrenti nel reato  qualora dovessero emergere dalle indagini, manifestando anche la sua volontà di costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento del danno arrecato alla sua onorabilità. Quello di Criscenti non sembra essere il solo caso di giornalisti pronti alla denuncia.

Intanto si apre un nuovo caso, forse ancora più grave. A farlo esplodere – non poteva essere diversamente – è stato proprio Giacomo Tranchida, già sindaco di Erice e candidato Sindaco a Trapani. A Tranchida non piace essere criticato, meno che mai si possa dare notizia di indagini che riguardano l’amministrazione da lui diretta come Sindaco. E allora reagisce, come? Scrivendo una lettera aperta indirizzata addirittura al presidente dell’ordine dei giornalisti di Sicilia, accusandoci di scrivere bufale con l’intento di “infangare la mia immagine, inquinando la campagna elettorale e condizionando il libero voto dei trapanesi”. Ma se queste affermazioni sono già gravisssime, ancora più grave è la sua conclusione, Tranchida, infatti, invita “ il Presidente dell’ordine a vigilare “ sul nostro operato! Forse solo durante il fascismo si era assistito a intimidazioni peggiori. Premesso che non è compito dell’ordine vigilare su quanto viene scritto che, nei casi in questioni, sono tra l’altro vere ed accertate, da giornalisti non possiamo che rimandare al mittente ( lo abbiamo già fatto in altra occasione ndr) le ignobili insinuazioni e le minacce che vi sono contenute. Aspettiamo con serenità le prese di posizioni, se ci saranno, del nostro ordine professionale e del nostro sindacato. Ritengo che l’opinione pubblica debba essere cosciente della gravità di tali affermazioni e di chi le fa.

Un’ultima annotazione: nella sua “difesa” Tranchida tiene a specificare che nella pubblica amministrazione vige la separazione dei poteri tra politico e gestionale amministrativo. Lo sappiamo bene. Per ci chiediamo: visto che scriviamo bufale, che non c’è nessun monitoraggio ( il termine lo ha usato la sindaca Toscano in una intervista ndr) da parte delle forze dell’ordine o della Procura, perché sente la necessità di specificare questa differenza?

Aldo Virzì