Riprendono le «albe arabe» a Custonaci

Si ripeteranno anche per questa estate le cosiddette «albe arabe» al «granaio islamico di Custonaci», promosse dal Comune di Custonaci e curate dalla Pro Loco di Custonaci in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Trapani.

Le manifestazioni, che in questi anni hanno lasciato letteralmente esterrefatti i numerosi visitatori, prenderanno il via sabato 14 luglio (le altre date saranno il 28 luglio e il 4, 11 e 18 agosto). L’appuntamento è previsto per le 5.00 del mattino presso il Castello di Baida (Castellammare del Golfo), per poi trasferirsi a ridosso dell’antico Aghadir, con dei bus navetta, da dove sarà possibile vedere l’alba e successivamente visitare l’antico granaio. È prevista, al ritorno dall’escursione al granaio, anche una visita all’orto botanico presente nel borgo di Visicari.

«La bellezza dei luoghi, il contesto, vissuto nel bel mezzo dello spettacolo musicale, del sorgere del sole e poi la visita vera e propria all’Aghadir con la sapiente spiegazione delle guide – afferma Fabrizio Fonte Assessore alla Cultura – rende l’esperienza delle nostre «albe arabe» qualcosa di unico nel suo genere. Prova ne sia che ogni anno aumenta il numero di persone che vuole partecipare all’evento. Non a caso in questa edizione 2018 saranno ben cinque, tutte realizzate di sabato, per venire incontro certamente ai turisti, ma anche ai numerosi curiosi che vogliono vivere un’inaspettata esperienza che regalerà loro un piacevole ricordo di Custonaci».

«Proseguiamo ancora una volta – sostiene Giuseppe Bica, Sindaco di Custonaci – con l’esperienza delle «albe arabe» a Pizzo Monaco, nel tentativo di far crescere ulteriormente l’asset del turismo culturale, che in questi anni ha visto, insieme a quello balneare ed enogastronomico, far lievitare considerevolmente il numero dei turisti a Custonaci. Siamo certi che, anche questa estate, in tanti vorranno vivere la straordinaria esperienza del sorgere del sole in un luogo ricco di fascino come il borgo di Visicari. A tutti loro do il più cordiale benvenuto».