FAZIO RINVIATO, PATTEGIANO MORACE E CARPINTERI

Dovrà attendere l’8 ottobre l’ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio, per conoscere le decisioni della magistratura su un primo capitolo della vicenda giudiziaria che lo vede imputato protagonista.

L’udienza che doveva tenersi ieri davanti al GUP di Trapani è stata rinviata per un difetto di citazione riguardante l’altro suo coimputato, quel Raffaele De Lipsis, già magistrato contabile, che Fazio  hacoinvolto questa è l’accusa – nella fase tecnico-giuridica per completare la sua opera di favoritismo nei confronti della Liberty lines rispetto al contenzioso che la società di navigazione aveva con la Regione siciliana.

Fazio è imputato di traffico di influenze, cioè tentato di far valere il suo ruolo di parlamentare unicamente per favorire la società dei Morace. A questa accusa si aggiunge quella di corruzione e di rivelazione di segreto d’ufficio. Per Fazio rimangono ancora aperti anche tutti i capitoli che sono sui tavoli dei magistrati palermitani.

Si chiude invece la vicenda giudiziaria per Aldo Carpinteri, titolare dell’azienda “Stefania Mode”, ma anche per Ettore Morace, l’armatore che era succeduto al padre Vittorio nella gestione della società armatoriale di navi veloci.

Sia Carpinteri che Morace sono ricorsi alla formula del patteggiamento: un anno con pena sospesa per Aldo Carpinteri, mentre per Morace il GUP ha stabilito la pena di un anno e sei mesi e pena sospesa ma con l’aggiunta della condizionale. I due per motivi diversi si erano serviti della “consulenza” di Fazio, sempre nei confronti della Regione Siciliana – ricordiamo sempre che ne era parlamentare per strappare posizioni di favore nei confronti delle loro aziende. Il tutto, ovviamente e solamente, dietro lauti compensi.

Insomma, secondo l’accusa, una persona che si faceva corrompere; accusa pesante e aggravata dal ruolo istituzionale. Sono stati Carpinteri e Ettore Morace a confessare ai magistrati di aver versato a Fazio ingenti somme, anche con trucchi come quello della false fatture per acquisti di vino dalla cantina di famiglia. Insomma, episodi non certo edificanti per la persona che per oltre dieci anni aveva illuso i trapanesi di essere integerrimo. Stando alle accuse, nulla di più falso.

                                                                          V.A.