Massimo Formisano a TvioSport: “In trattativa con una società d’Eccellenza. Mi hanno chiamato in tanti. Vi racconto la mia esperienza al Sant’Agata. Dattilo? Qualcuno non ha voluto il mio ritorno”

Il riposo è di quello imposto e non per la bella stagione. Certo, Massimo Formisano ne approfitta per godersi sole, mare e la famiglia ma il cellulare non lo perde mai di vista, in attesa di buone nuove. Le possibilità di un ritorno in panchina si sono susseguite, al momento una in piedi c’è (in Eccellenza) e lo porterebbe lontano dalla provincia. Eppure l’ultima esperienza lontano da casa non gli ha portato fortuna. Quella al Sant’Agata gli è servita comunque d’esperienza: “Seppur breve, l’esperienza di Sant’Agata mi ha dato tanto – esordisce- Purtroppo ancora a 45 anni non mi sono tolto il vizio di fidarmi ciecamente della gente e mi riferisco ad alcuni giocatori, ma anche a certi dirigenti che fino al giorno prima dell’uso ero hanno espresso la massima fiducia nei miei confronti. E’ anche vero però – prosegue – che alcuni ragazzi li porterei con me ovunque come Bontempo, Cicirello e Calafiore, uomini veri prima che calciatori. Lo stesso dicasi per Vincenzo Fazio, dirigente e persona vera dai sani principi che ringrazio con tutto il cuore. Ciò che mi dispiace è che difficilmente con una squadra del genere, anche sbagliando tutto, non sarei mai riuscito  a fare peggio di come hanno fatto”. 

Un ritorno a Dattilo però è stato più di una semplice suggestione: “Sono stato contattato, sì! Credo però che qualcuno si sia opposto al mio ritorno. Purtroppo non si può piacere a tutti. Mi viene da ridere – rincarando la dose – gli ultimi quattro anni a Dattilo ho portato una promozione e due partecipazioni ai play off. Sarei tornato volentieri, anche per una comodità familiare”. Tante le richieste pervenute (Licata, Asd Marsala e anche dalla Promozione) ma altrettante poco allettanti però qualcosa in piedi c’è tutt’ora. “Lo tengo per me e, se andrà in porto, solo a determinate condizioni. C’è stato un contatto con il Marsala 1912, poi hanno optato per un allenatore più esperto come Mazzara…Aspetto senza fretta, cercando di capire se ne vale ancora la pena ma non mollo. Passo intere giornate a visionare partite, schemi e leggere libri in grado di darmi qualcosa in più”. Scarta l’ipotesi di una panchina a stagione in corso: “E’ bello farsi la squadra a propria immagine. Quando subentri è sintomo che già qualcosa non va. E’ chiaro però che star fermi somiglia più ad una condanna: ne segue una logica flessione delle personali quotazioni”. 

Tornando però a Dattilo, il nuovo corso si chiama Melillo: “Vincenzo dovrà ricostruire. L’anno scorso c’erano già tanti presupposti per una grande stagione. Adesso con le cessioni di Iraci, De Luca, Lamia a cui si aggiungerà quella di Convitto, non sarà affatto facile anche se a Dattilo lo sanno. Auguro sempre il meglio a questa società che si trova in Eccellenza anche grazie al sottoscritto”.