NAVE “DICIOTTI”: LA FARSA E’ FINITA

La farsa che ha fatto ridere il mondo è terminata questa notte grazie all’intervento del Capo dello Stato che ha, ancora una volta, evidenziato la fortuna per il nostro Paese di avere a capo della nostra Repubblica uomini di valore come il nostro conterraneo (ogni tanto è il caso di ricordarcelo ndr) Presidente Sergio Mattarella.

Certo, anche oggi a Innsbruk dove si trova a difendere la sua campagna elettorale mai terminata, compresa la sua stuccevole citazione dell’essere “padre di una bimba”, il ministro dell’interno Salvini starà rodendosi il fegato, pensando alla prossima sceneggiata che possa fargli aumentare il consenso. Ma forse ha già raggiunto il livello più alto e dai ieri potrebbe essere cominciata la fase discendente. E’ già successo ad altri, un nome per tutti: quello del senatore Matteo Renzi.

La nave “Diciotti” della Guardia Costiera è ancora al molo di Ronciglio dove è approdata nel primo pomeriggio di ieri e attendere per ore qualcuno che facesse giustizia di quell’incredibile diktat del Matteo secondo (il primo ormai si sta allenando a fare il presentatore ndr) che nella sua bulimia ha pensato di poter assumere su di se i ruoli di Presidente del consiglio, di ministro di vari dicasteri ma anche di Magistrato visto la sua ultima sparata che “se non scendono in manette non li faccio sbarcare”. Come sia finita questa pseudo commedia è ormai nota non soltanto in Italia. La nave “Diciotti” già farse stasera o domani dovrebbe lasciare il porto di Trapani, i 67 naufraghi sono nell’Hotspot di Milo dovranno, molto probabilmente, ancora essere sentiti dagli inquirenti per avere un quadro quanto più completo di tutta la vicenda iniziata con il soccorso del rimorchiatore Vos Thalassa e il trasbordo dei migranti sulla “Diciotti”.

E’ la parola fine su questo triste episodio anche se, c’è da aspettarselo, qualche altra volta in maniera più o meno simile si ripeterà. Salvini farà di tutto per avere lo spazio nell’informazione e in questo momento Di Maio rischia di rosicchiarne un po’.

Intanto alla ricerca di un po’ di spazio, sempre a Trapani, come abbiamo già scritto e pubblicato, si sono fatti rivedere quelli di Casa Pound con il loro stile. Sono ancora fermi all’Imperatore di Etiopia, sperano in un suo ritorno, sono fermi a quella storia che è stata travolta. Rimarranno con le loro nostalgie, visto che nessuno ha intenzione di rispondergli, a cominciare dall’ANPI che ha preferito il silenzio dei giusti e la soddisfazione di quei tanti che ieri nelle loro magliette rosse e nel loro saluto agli immigrati hanno testimoniato un’altra Trapani, quella vera e solidale.

A.V.