In contemporanea. Nello stesso giorno, potremmo dire nelle stesse ore, sui tavoli dei giornali arrivano due documenti, diversi, opposti, con un unico denominatore: aeroporto di Trapani-Birgi. Uno positivo, dell’altro non può dirsi la stessa cosa.

Vediamoli nel particolare. Quello positivo: arriva da Dublino, sede principale della Ryanair dove si è recato il nuovo Presidente di Airgest, SalvatoreOmbra. A Dublino il Presidente Ombra si è incontrato, come recita il comunicato stampa, con “Davide  O’Brien, commerciale officer e Gary Butler, altro responsabile commerciale della compagnia aerea, alla presenza del direttore generale Airgest, Michele Bufo”. Da Dublino notizie positive: “Ryanair vuole nuovamente scommettere su Trapani Birgi. Nella Winter 2020 ci saranno nuove rotte e con buone probabilità anche per la Summer Ryanair ne proporrà altre rispetto a quelle già annunciate”, che sono note e riguardano voli per Bologna, Praga, Bergamo. Tutto bene, quindi, si tira un sospiro di sollievo.

Questo stesso sospiro di sollievo non lo tirano 29 dipendenti dell’Airgest che dal primo di novembre andranno in mobilità che è l’anticamera del licenziamento. Siamo alla notizia negativa.

 Arriva sotto forma di un sostanzioso documento di 9 pagine che Michele Bufo, direttore di Airgest ( lo stesso che ha accompagnato il Presidente Ombra a Dublino) ha fatto pervenire a tutti gli enti e sindacati interessati, a cominciare dall’assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, per comunicare “l’avvio della procedura di mobilità ai sensi degli articoli……etc”. Interessa 29 lavoratori dei 74 che ad oggi è ancora il totale dei dipendenti che lavorano a Birgi. Ovviamente ci sono le motivazioni per le quali il direttore di Airgest chiede la mobilità, sono accompagnate da un paio di tabelline, riguardano i bilanci; in particolare le perdite di esercizio relative agli ultimi tre anni. Airgest perde 1,7 milioni di euro nel 2017 che diventano addirittura 5,1 milioni l’anno dopo, per scendere – si fa per dire – a 4,4 milioni quest’anno. Ovviamente il dato ultimo è stimato, ma siamo lì. A dimostrare la crisi dell’aeroporto ci sono anche i dati del confronto ricavi vendite/ costo del lavoro; nell’anno in corso si prevede una perdita del 102%.

Ovviamente la causa è la mancanza di voli. Attualmente, citiamo sempre il documento ufficiale, a Birgi arrivano giornalmente cinque voli. Questa la realtà odierna. E nel futuro prossimo? E’ la parte più “delicata” del documento: “sulla base dei dati in nostro possesso, è scritto, la prossima stagione aeronautica “Winter 2019” presenterà una programmazione di voli molto ristretta rispetto, non solo alla stagione “Summer 19” in corso ma anche alla Winter 18”. Poi c’è un altro passaggio del documento : “ l’azienda non può fare ricorso ad eventuali ammortizzatori sociali ( esempio: cassa integrazione) in quanto allo stato non si riscontrano nel breve termine, elementi di ripresa produttiva. Insomma per 29 dipendenti si avvicina l’inferno della mobilità e……….del dopo.

Tutto questo però appare in aperta contraddizione con le notizie provenienti da Dublino dove si parla, appunto, di nuove rotte nella Winter 2020 ma anche della Summer. Alla luce di quanto hanno affermato, al ritorno da Dublino,  presidente e direttore di Airgest il provvedimento di mobilità verrà ritirato?

In campo sono scesi i sindacati unitari di CGIL, CISL e UIL di categoria che in un comunicato si dicono “amareggiati” di questo provvedimento “ pur conoscendo lo stato di crisi in cui versa l’aeroporto”. I sindacati hanno già avuto un primo incontro con la società nei locali di Sicindutria, un altro è già previsto per il prossimo lunedì. Insomma si cerca di correre per scongiurare il provvedimento: “fermare la mobilità e trovare alternative” è il loro programma. Speriamo  

                                                                 Aldo Virzi