PEPPE BOLOGNA ACCUSA IL GOVERNATORE FONTANA: HA CAUSATO L’ESPANDERSI DELLA CRISI

Ci pensava da giorni, l’aveva anticipata ad alcuni colleghi giornalisti, ieri l’ha realizzata: Peppe Bologna ha denunciato con la gravissima accusa di disastro colposo il governatore della Lombardia Attilio Fontana. Smessi gli abiti di imprenditore e quelli di giornalista, si è ricordato di avere una laurea in giurisprudenza ed il titolo di avvocato; ha reindossato quell’abito, quasi subito abbandonato, e in sei lunghe e dotte pagine inviate, in maniera telematica tramite pec, alla Procura della Repubblica di Trapani, lancia con il suo esposto un vero e proprio atto di accusa nei confronti del Governatore della Lombardia Attilio Fontana: “colpevole” di non aver saputo arrestare subito, come sarebbe stato suo obbligo, il diffondersi del Covid19. Insomma un capovolgimento di responsabilità proprio nei confronti di colui che da giorni, mattina e sera, rivolge accuse al governo centrale, volutamente ignorando che la gestione della sanità nella sua regione gli appartiene; come da norme costituzionali. Poi, come suggerisce proprio oggi, l’Huffingtonpost con un articolo del docente universitario Piero Ignazi, ci sarebbero da aggiungere tutte  le responsabilità per le scelte politiche fatte dai governi di centrodestra che si sono succeduti in Lombardia che, accusa Ignazi, hanno avuto l’obbiettivo di aiutare la sanità privata volutamente trascurando quella pubblica.

Ma fermiamoci all’accusa penale di Peppe Bologna, del suo lungo esposto che parte dalla cronistoria, molto circostanziata e documentata, di come sia nata la crisi del corona virus, quando il 17 novembre dello scorso anno “nella provincia cinese dello Hubei viene scoperto il primo caso di contagio accertato da Covid-1917”. Poi descrive quel  susseguirsi di date e episodi di allargamento dei contagi sino al 27 gennaio, quando l’OMS definisce “elevato” il rischio proveniente dalla Cina e qualche giorno dopo lo dichiara “rischio per la salute pubblica mondiale”. Insomma un preavviso per tutti di attrezzarsi a questa sfida sanitaria.

Seguiamo il ragionamento di Bologna e troviamo che negli stessi giorni nasce il caso italiano: prima i due cinesi, poi il 21 febbraio “il primo focolaio di contagio a Castiglione d’Adda, in Lombardia”, ai quali fanno seguito due casi a Padova. Qui comincia la parte delle responsabilità. Il palleggiamento di responsabilità dei governatori – in particolare quello della Lombardia, dove c’è stato il primo focolaio, che ha la responsabilità, ai sensi dell’art. 117 della Costituzione dei doveri “ di tutela della Sanità pubblica” – e il Governo. Osserva Bologna: “ stante la sostanziale inerzia dei governatori dei territori interessati dal contagio, ed in ragione dell’espandersi dello stesso anche in altre aree del territorio nazionale” interviene il Governo con tutta una serie di provvedimenti, i famosi DCPM……..e tutti gli atti successivi che conosciamo.

Dopo la cronistoria le considerazioni: “nonostante le evidenze (di quanto accaduto in Cina e dei provvedimenti presi dai cinesi ndr) nessun provvedimento in tal senso è stato assunto dal Governatore della Regione Lombardia ( sebbene l’art 32 della legge 833/1978 gliene riconoscesse il potere), nel momento nel quale la malattia ha fatto la sua comparsa nella Regione”. Ecco l’accusa principale: non aver fatto nulla per arrestare subito il diffondersi del virus causando di fatto il suo espandersi non solo in Lombardia ma in tutte le regioni d’Italia: “per tali motivi, nelle circostanze sopra esposte ricorrono, a parere dello scrivente, scrive Bologna, gli elementi costitutivi dei reati di cui agli art. 434 e 452 del Codice Penale, posto che il Governatore della Regione Lombardia deve essere ritenuto responsabile della diffusione del contagio su tutto il territorio italiano, ed in quello siciliano in particolare, non avendo adottato, sebbene ne fosse tenuto, tutti i provvedimenti necessari ad evitare che le persone contagiate della propria regione potessero lasciare il territorio lombardo diffondendo il virus”.

Questo l’atto di accusa dell’avv. Peppe Bologna. Una “bolognata” come dicevano spesso i suoi amici e nemici quando faceva l’imprenditore televisivo? Mica tanto! Ricordiamoci che ci sono precedenti: il caso più clamoroso riguarda Genova e l’alluvione del 2011, che costò una pesantissima condanna per la Sindaca Marta Vincenzi per disastro colposo e omicidio colposo plurimo; gli stessi di cui Bologna accusa oggi il governatore Fontana.

                                                                         Aldo Virzì