TRANCHIDA NON RISPETTA GLI IMPEGNI DI MAGGIORANZA, PRIMI SEGNALI ESTERNI DI CRISI NELLA SUA CORAZZATA

I malumori all’interno della grande coalizione che sostiene il Sindaco Tranchida sono numerosi, tutti però hanno una variante: rimangono nascosti, al massimo mormorati con qualche amico. Tutti hanno una costante: il decisionismo del padre padrone. Questo origina qualcosa simile alla paura, politica si intende, di essere “cacciati” dalla maggioranza come è accaduto al consigliere Lipari.

Questo fino alla scorsa settimana, più precisamente alla fine di settembre, fino a quando sul tavolo del Sindaco e più in particolare del Segretario Generale e del Presidente del Consiglio, non fosse arrivata la lettera con la quale il consigliere Domenico Ferrante, facente parte della maggioranza ed in particolare eletto nella lista “Demos”, comunicava le sue dimissioni da presidente della sesta commissione consiliare e vice presidente della seconda commissione consiliare.

Nelle poche righe della lettera non erano specificate le motivazioni che comunque sono note a tutti i consiglieri, soprattutto proprio al Sindaco Tranchida, e che vanno sotto il nome di ATM, l’azienda trasporti principale partecipata del comune. 

I prodromi del primo vero scricchiolio della maggioranza tranchidiana nascono 15 giorni prima con la nomina, molto a sorpresa, da parte di Tranchida dell’ing. Di Giovanni, alcamese, che le indiscrezioni danno come molto vicino all’on. Turano, a Presidente del consiglio di amministrazione della partecipata ai trasporti del comune.

Nella divisione delle poltrone di sottogoverno quell’incarico, si sapeva da sempre, era stato “assegnato” alla lista “Domus” ed in particolare all’avv. Massimo Zaccarini, noto e stimato penalista trapanese, componente del consiglio di amministrazione dove, tra l’altro, erano rimasti i rappresentanti dei comuni di Erice, Paceco e Favignana, frutto del gran giuoco del Sindaco per allargare più gli interessi politico/elettorali che imprenditoriali e di servizio. Cominciano da quel giorno a diventare forti i dissensi con Tranchida che però vengono tenuti sottotraccia. Si susseguono incontri e spiegazioni che, però, non portano ad alcun risultato. A questo punto è il consigliere Ferrante che rompe il silenzio e presenta le dimissioni, le annuncia in consiglio come un semplice e formale atto. Nessuno commenta ed i giornali tacciono.

Nuvola di passaggio per Tranchida? Può darsi. Le voci di corridoio sussurrano che dovrà esserci qualcosa di simile ad un confronto finale tra il Sindaco e gli stessi Zaccarini e Ferrante.

In ballo ci sono le dimissioni dal consiglio di amministrazione di Zaccarini che, dicono sempre le indiscrezioni, ha svolto un gran lavoro giuridico in quel consiglio per evitare qualche clamoroso passo falso. Ci potrebbe essere l’uscita dalla maggioranza del consigliere Ferrante che come primo atto della nuova situazione chiederebbe all’assessore Pellegrino, altro componente della lista Domus, di lasciare quell’incarico. Pellegrino  sa di questa possibile minaccia, ma su quanto sarebbe disposto ad accettare la richiesta proveniente dalla sua corrente si accettano scommesse. A catena comunque lo scricchiolio potrebbe diventare una piccola valanga che, soprattutto, potrebbe incoraggiare qualche altro consigliere “sofferente” dei metodi tranchidiani a portare all’esterno il suo disagio.

                                                                           Aldo Virzì