La doppia morale di Palazzo D’ali’ e la trasmigrazione degli amici

Una vecchia regola del giornalismo d’inchiesta è quella di scavare, scavare che qualcosa trovi. Una regola che abbiamo esercitato per tanti anni nel passato, poi abbandonata, ma che è tornata utile in questi giorni occupandoci di quanto succede in certi palazzi comunali. In particolare in quello di Trapani dove, almeno a parole, si afferma si applichi la regola “niente segreti, tutto alla luce del sole”, che ricorda tanto il Renzi fiorentino e i cinque stelle. In comune tanto fumo per il popolo.

 Ieri abbiamo dato notizia della parentela del commercialista Francesco Murana – premiato dal Sindaco Tranchida, dopo la farsa delle dimissioni farlocche e guidate, alla presidenza dell’ATM – con la signora Marilena Fiorenza ( la moglie) “premiata” due volte dall’ex Sindaco di Erice Tranchida e di Trapani Giacomo Tranchida con la collaborazione, non si sa quanto tecnicamente e politicamente condivisa, dell’ex Sindaco di Favignana Giuseppe Pagoto, con il trasferimento da Erice, come ASU, a Favignana, “vinto” il concorso per la stabilizzazione e aumentata di grado, per fare “ritorno, sulla terra ferma, a Trapani, a Palazzo D’Alì dove ha ritrovato il suo Sindaco, appunto Tranchida. Meraviglia! Poi però c’è il particolare che Tranchida per il “tragitto” Erice/Favignana/ Trapani della signora Fiorenza in Morana è indagato e rischia di finire rinviato a giudizio. A prescindere da cosa decideranno i magistrati c’è un problema morale, politico, deontologico al quale appena dieci giorni prima si è “impiccato” metaforicamente lo stesso Tranchida allorchè, prima con dichiarazioni alla stampa e successivamente in consiglio comunale, ha decretato che l’avv. Zaccarini non poteva rimanere a fare il consigliere d’amministrazione ATM ( magari con la presidenza Murana ndr) per inopportunità, perché legale di Salvatore Barone che, sempre Tranchida, aveva voluto quale amministratore unico ATM. Ovviamente adesso sono in tanti, e sicuramente lo stesso Zaccarini e magari i consiglieri comunali Ferrante, Lipari e qualche altro, a chiedersi se sia opportuno che Murana rimanga a ricoprire quel posto sapendo che Tranchida è indagato per aver favorito l’assunzione della moglie che, in caso si andasse a processo, potrebbe essere convocata come testimone. Tranchida sapeva, ovviamente, tutto questo, ma è andato avanti come un treno. Nelle stanze di Palazzo D’Alì alberga forse una doppia morale?

Ma se scavi su questa storiaccia trovi anche altro. Trovi che il feeling tra Murana e Tranchida è di lunga durata, trovi che Murana dal giugno 2013 al giugno 2016 è stato revisore dei conti al comune di Erice e che il Sindaco, guarda un po’, era Giacomo Tranchida; che per imporre la sua scelta sui revisori litigò aspramente con il PD, tacciò con la consueta eleganza l’avv. Ciaravino di “testa bacata”. Scopri che presidente del consiglio a sua difesa era il buon Ninni Romano, attuale assessore al comune di Trapani, che il giornale Trapani OK del tempo definiva “ fedelissimo di Tranchida”. Scavando ancora, su altro versante, scopri che Matteo Giurlanda, consigliere delegato del Luglio Musicale è stato amministratore del movimento “ Erice che vogliamo”, emanazione diretta di Tranchida, e revisore contabile della fondazione “Erice Arte”. Insomma, tra amici e parenti sembra che improvvisamente ci sia stata una trasmigrazione da Erice a Trapani e non viceversa : la rettifica dei confini tanto odiata dall’allora Sindaco di Erice si sta realizzando di fatto a Trapani.

Aldo Virzì

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