Il parto ai tempi del Corona virus a Trapani e la riapertura delle cliniche private: l’intervento dell’ On. Eleonora Lo Curto

Un gruppo di donne in gravidanza del trapanese insieme all’Udi (Unione Donne Italiane) di Trapani ha sollevato in questi giorni l’attenzione sul tema dei parti e delle nascite a Trapani, in un momento in cui è in corso una grave emergenza sanitaria, come il Coronavirus. Il gruppo di donne condivide le preoccupazioni del momento e il grande sforzo dell’ ASP di Trapani e di tutto il personale sanitario che quotidianamente lotta contro questa emergenza con tante difficoltà ma desidera ricevere qualche feedback dalla sanità e dalla politica siciliana in merito alle procedure adottate dall’Ospedale “Sant’Antonio Abate” di Trapani sull’argomento. Tra le proposte: il gruppo suggerisce, ad esempio, la riapertura dei punti nascita delle cliniche private come la  “Sant’Anna” e la “ Villa dei Gerani” a Trapani destinandole solo ed esclusivamente ai parti delle donne non colpite da Coronavirus. Abbiamo intervistato l’On. Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.


Onorevole Lo Curto,  lei è l’unica deputata regionale che sta sollevando, con grande tenacia, in questi giorni, l’attenzione sul tema dei parti, in particolar modo a Trapani, battendosi per la riapertura della clinica privata     “ Sant’Anna” a Trapani, al fine di poter destinare tale struttura come punto nascita. Che cosa possiamo dire alle donne gravide trapanesi?

«Ritengo di avere fatto solo il mio dovere, perché interessarmi delle donne che partoriscono affinché siano garantite le condizioni di sicurezza e di serenità, per accogliere il miracolo della vita, non è altro che il mio dovere nel ruolo che esercito. Per questo mi sono immediatamente attivata e ho parlato sia con il direttore dell’ASP di Trapani, Fabio Damiani, sia con il titolare della clinica “Sant’Anna” Antonio Tigano, ed infine anche con Ruggero Razza, Assessore Regionale alla Salute, per sapere se c’era la disponibilità per questa iniziativa. Preciso ulteriormente che forse non è neanche necessario attivare un protocollo autorizzativo da parte dell’assessore, perché è già stato firmato a suo tempo con l’AIOP (Associazione Italiana Ospedaliera Privata) e quindi questo di fatto determina un’accelerazione nella procedura, a meno che, a suo tempo, la struttura privata abbia perduto l’accreditamento»

A che punto é la trattativa tra Regione Siciliana, ASP di Trapani e cliniche private? Che tempi ci saranno?

«Sia il Dott. Tigano sia il Dott. Damiani hanno manifestato l’opportunità dell’apertura di questo punto nascita. Il Dott. Tigano mi riferisce che c’è questa possibilità a condizione che l’ASP di Trapani metta a disposizione solo la reperibilità notturna dell’anestesista. Questa è l’unica condizione che il Dott. Tigano chiede, perché altrimenti non può farlo.Credo che ci siano possibilità reali che tutto proceda. Anche se, proprio ieri, il direttore dell’ASP di Trapani mi ha mostrato qualche perplessità proprio sulla reperibilità dell’anestesista».

Aprirà anche la Villa Dei Gerani? 

«Momentaneamente abbiamo affrontato il tema della clinica Sant’Anna perchè bisogna procedere con la necessaria tempestività, e proprio per questo non si può allargare più di tanto l’offerta. Fermiamoci un attimo per realizzare le cose»

Vista la chiusura dell’Ospedale di Marsala, le partorienti di Marsala dove partoriranno? 

«La chiusura del punto nascita di Marsala impone necessariamente che ci sia una una struttura, come la clinica Sant’Anna, che già era preparata ed adeguatamente attrezzata, persino per fare il parto in acqua. Quindi bisogna solo attivare questa convenzione e Fabio Damiani mi ha ribadito la sua volontà a chiamare in settimana Tigano, proprio per procedere in questa direzione.In questo momento, fino a che non sarà attiva la convenzione, le donne che devono partorire da Marsala si sposteranno, immagino come si sono già spostate, tra Mazara del Vallo e Trapani.Mi sto anche attivando a far sì che i ginecologi di Marsala vengano trasferiti a Trapani o Mazara del Vallo, affinchè quest’ultimi possano seguire le donne gravide e partorienti».


«Il parto è un momento particolare nella vita di una famiglia e di una coppia, permettere alle donne di dare alla luce il proprio bambino e di gioire di questo momento di magia e di divina creatività credo che sia un atto doveroso di attenzione. Le istituzioni sono preposte a dare servizi, in questo momento a maggior ragione, perché tutta la sanità è impegnata nel fronteggiare questa grave emergenza sanitaria, e bisogna cercare di far vivere alle partorienti questo meraviglioso evento nelle migliori condizioni, ed è per questo che io insisto che si faccia questa convenzione. E’ assolutamente doveroso e prioritario per tutti. La partoriente non pagherà nulla, in quanto è sempre il servizio sanitario pubblico a venire incontro alle esigenze di spesa sanitaria, però lo si potrà fare in una struttura che, diversamente dall’ospedale, è ancora più protetta, più accogliente e meno medicalizzata.  Spero che questo accada prima possibile, ne continueró a parlare Fabio Damiani, proprio perché ci sono tutte le condizioni e bisogna battere il ferro finché è caldo» così conclude Eleonora Lo Curto. 

S.L.