LA STRAGE MAFIOSA DI PIZZOLUNGO:  ieri il 35esimo ANNIVERSARIO

Sono stati i sindaci di Erice e Trapani, oltre al giornalista Rino Giacalone in rappresentanza di “Libera, associazione contro le mafie”, le uniche persone “autorizzate” a presenziare ieri a Pizzolungo, davanti al ceppo che ricorda, la strage mafiosa che 35 anni fa distrusse la famiglia di Barbara Asta e i suoi figli gemelli Salvatore e Giuseppe. Una manifestazione che non poteva che essere semplice, una preghiera, un ricordo e poi il ritorno agli obblighi del covid19.

Questo non significa che tra i democratici non ci sia stato il ricordo, per alcuni personale, per tutti storico: l’attentato al magistrato Carlo Palermo da poche settimane a Trapani. Una presenza che la mafia ( solo quella ? ) temeva; non c’era tempo da perdere. Subito l’attentato: il caso che ha voluto la strage di tre innocenti. Per i mafiosi solo un impaccio. Si, il ricordo c’è e anche il rinnovato impegno a combattere la mafia.

Ce lo dicono alcuni messaggi, come quello di Punto Dritto e dell’ANPI. Scrivono la presidenza provinciale e quella comunale dell’ANPI: Avremmo voluto esserci stamattina, con la nostra bandiera dell’Anpi, a Pizzolungo, davanti alla stele che ricorda la strage che 35 anni fa stroncò la vita di Barbara Asta e dei suoi piccoli gemelli Giuseppe e Salvatore. Avremmo voluto esserci per abbracciare Margherita e per ricordare insieme a Lei che quella fu una strage voluta dalla mafia che, cinica e vigliacca, non ha esitato a sacrificare tre giovani vite innocenti pur di raggiungere i suoi malefici scopi.

Non ci saremo fisicamente, forse non potrà esserci nessuno: un’altra “moderna” strage, quella del Covid 19, ce lo impedisce. Ci saremo solo idealmente, ma questo non ci impedirà di rinnovare l’impegno di lotta per sconfiggere il cancro mafioso che ancora pervade il nostro Paese tutto, non solo la nostra terra.

L’ANPI, memoria della grande lotta per liberare l’Italia dal fascismo e dal nazismo, è sempre in prima linea per la lotta di liberazione dalla mafia”.

                                                                                A.V.