A Favignana si recita a soggetto in vista delle elezioni del 5 ottobre

Ma  quante saranno le liste che parteciperanno a Favignana alle amministrative del 4/5 ottobre, quanti i candidati sindaci ?  Sembra incredibile che a pochi giorni dalla data ultimativa per la presentazione delle candidature tutto sia in alto mare, o quasi. Sino a ieri c’era una certezza: la lista di centrodestra “Forza Egadi”, comprendente Forza Italia, Fratelli D’Italia e Udc. Si conosce anche  il nome del candidato Sindaco, la sindacalista Maria Sinagra, direttrice del Caf Uil di Favignana. Il leader di questa coalizione, l’ex sindaco Gaspare Ernandez appariva soddisfatto e si “godeva” le difficoltà degli altri possibili concorrenti. Nelle ultime ore anche questa certezza sembrava messa in forse. Da Palermo, in particolare il presidente dell’assemblea regionale Miccichè – ma non solo lui ci sarebbe anche il sen. Maurizio Gasparri – farebbero il tifo per la candidatura a Sindaco dell’ing.Ceravolo, vice sindaco uscente della giunta guidata da Pagoto, amministrazione comunale interrotta per i noti fatti giudiziari. Gaspare Ernandez  smentisce categoricamente questa possibilità, per lui i “giochi” sono fatti: “saranno riconfermati i tre consiglieri uscenti, per Ceravolo non c’è alcuna possibilità di avere ruoli in questa colazione”.

Candidato Sindaco, più corretto autocandidato sindaco sin dai primi giorni di agosto, l’ex parlamentare Francesco Forgione, già presidente della commissione antimafia, giornalista, scrittore. Forgione da villeggiante estivo dell’isola ha deciso di trasformarsi in l’uomo del rinnovamento, ovviamente con  una lista civica, come è diventata una moda anche per chi nei partiti c’è vissuto una vita. Trovato anche un nome che è uno slogan: “Vivere Le Egadi” ; si conosce qualche nome dei candidati consiglieri, qualcuno già presente in consiglio nella maggioranza uscente. Il nome più noto sul quale, secondo i si dice, Forgione punterebbe molto è il giovane Elia Canino. Si sa che un altro giovane sta lavorando insieme a Forgione per il programma e la campagna elettorale. La storia della candidatura di Forgione si innesta e si incrocia con le vicissitudini del locale PD che ha in Lucio Antinoro, l’ex Sindaco noto per aver rimesso ordine alla finanza comunale, il leader. Anche di Antinoro si disse subito che poteva essere un candidato Sindaco, ma questo poneva il problema di una doppia candidatura a sinistra. Sin dal primo momento, per la verità, Forgione, anche parlando con la stampa, faceva capire che puntava alla sua idea di rinnovamento nella quale il PD, se voleva esserci avrebbe dovuto riconsiderare il suo ruolo sia negli uomini ( rinnovamento totale nella rappresentanza) che nei numeri e intanto accettarne la sua leadership. Propositi che hanno incontrato orecchie attente in qualcuno del PD, non ovviamente nello storico gruppo dirigente, quelli che negli anni hanno combattuto battaglie anche vittoriose contro la destra. Nascono “trattative” protrattasi per giorni tra vari stop and go che sembravano più una commedia pirandelliana con aspetti kafkiani. Nel pomeriggio di oggi  “finalmente” si è arrivati comunque ad una conclusione. Questo matrimonio non si farà. Le cronache ed un documento che gira su una chat interna al PD chiarisce ogni cosa: il candidato Sindaco Forgione respinge la proposta del PD perché i nomi che gli vengono proposti di persone giovani, non rappresentano il “suo” rinnovamento, soprattutto, a suo avviso non rappresenterebbero i portatori di voti del PD, quello del cosiddetto gruppo storico. Testuale:……una lista a vocazione civica presuppone una costruzione condivisa e ampiamente rappresentativa del PD presente”. Insomma, i “vecchi li voglio ma non li voglio”: Kafka o Pirandello?

Cosa farà il PD dopo inutili giornate di trattativa? Un destino ancora incerto. Improbabile, almeno al oggi, una ricandidatura di Antinoro che dal primo giorno la condizionava all’unanimità del partito, non è però esclusa una sua presenza se, come si vocifera, possa formarsi una lista civica con una presenza di candidati riferenti al PD. E’ certo che se vogliono esserci nella competizione elettorale devono sbrigarsi, di tempo ne è rimasto poco. Pochissimo.

Altro candidato sindaco, altra lista civica che ha confermato alla stampa di volerci essere è Totò Braschi, consigliere comunale uscente. Il suo nome era corso come possibile candidato del centrodestra, ma da Forza Italia arrivò subito un No secco, accompagnato da una accusa di tradimento perché avrebbe intessuto accordi con il Sindaco Pagoto. Braschi smentisce questa accusa e la rimanda al mittente, smentisce anche di avere intessuto un dialogo con la destra salviniana. Lui si dice pronto a presentare una lista, che avrebbe già nel cassetto: il nome “Rinnovamento Egadi”,  le linee di un “progetto civico che non è di destra ne di sinistra” ma che vuole raccogliere, aggiunge, le potenzialità umane dell’isola per proiettarla in un diverso futuro.

Rimane la destra, destra, quella che si identifica in Salvini che nell’isola, sembra incredibile, gode di alcune presenze e anche di un consigliere comunale uscente. I si dice puntano ad una operazione come quella della vicina Marsala dove la Lega corre da sola. Così anche a Favignana. Chi sarebbe il candidato Sindaco? ed ecco la sorpresa, spunta il nome dell’ing. Ceravolo, quello respinto da Forza Italia. E ancora una volta, tra i suoi sostenitori, si dice ci sarebbe il sen. Gasparri nonostante sia il responsabile nazionale degli enti locali di Forza Italia che nell’isola ha fatto accordi con Udc e Fratelli d’Italia.

Conclusione: a Favignana va in scena “la farsa elettorale”.

                                                                Aldo Virzi