Record al contrario e un campanello d’allarme. Il Trapani per la terza volta in campionato fallisce un calcio di rigore e questo, ragionevolmente, pesa più di ogni altro, non solo per l’errore di per sé, quanto la modalità con cui è stato calciato. Jacopo Murano oggi ha peccato di superficialità, scegliendo un cucchiaio che ha trovato la parte superiore della traversa per accomodarsi poi sul fondo. L’attaccante avrebbe voluto scacciare via il digiuno nella maniera più autorevole, tentando di emulare Totti e Pirlo. E invece no! Una scelta totalmente sbagliata che avrebbe permesso il Trapani di guidare la partita a suo favore e permettere alla Paganese quantomeno di scoprirsi per cercare il pari.

Sono due punti pesanti lasciati in quel di Pagani che avrebbero consentito i ragazzi di Calori di potersi affacciare sempre più al vertice della classifica nonostante il turno di riposo già scontato. La partita è stata quella classica, in cui Pagliarulo e compagni hanno da subito attaccato creando molte più palle gol nei primi 45 minuti con due grandi occasioni proprio con Murano, apparso oltretutto stanco e poco propenso alla disponibilità di giocare a sinistra, come bene aveva fatto in occasione dell’1-3 contro la Juve Stabia. Del capitano l’altra chance sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nella ripresa, calo più che fisiologico da parte dei trapanesi che hanno tenuto comunque il pallino del gioco dalla loro, passando prima in un 4-2-3-1 per concludere con il 3-5-2.

Gli errori di Ferretti, Evacuo, e adesso Murano (nonostante abbia realizzato il penalty nell’unica sconfitta di Lecce), indurranno Calori a rivedere la scelta del rigorista?