ALESSANDRO MANUGUERRA CONFERMA L’ACCORDO ELETTORALE CON TRANCHIDA

“Tutti i nodi prima o poi arrivano al pettine”, la saggezza dei vecchi adagi è sempre attuale! Stanno venendo al pettine i nodi del percorso politico/amministrativo di Giacomo Tranchida, attuale Sindaco di Trapani, ma con un curriculum pieno di tanti ex. Tranchida infatti è stato Sindaco a Valderice, poi consigliere provinciale, poi Sindaco di Erice, poi Presidente del Consiglio comunale ericino……,poi mancato deputato regionale. Ma non si sa mai nel futuro!

Intanto da alcuni giorni molti nodi che lo riguardavano, quelli legati alla vicenda ATM e all’inchiesta per le assunzioni “favorite” con il balletto Erice/Favignana/Trapani, sono arrivati al fatidico pettine e hanno messo in luce molti passaggi della sua sindacatura, delle amicizie politiche, forse familiari acquisite nel periodo ericino e trasmigrate a Trapani: uomini e cose. Ai giornali, non a tutti, continuano ad arrivare nuove segnalazioni, ma quelle già note bastano. Poi, ieri è arrivato il nodo dell’assemblea regionale siciliana che ha decretato il depauperamento non solo demografico, ma soprattutto economico e culturale, della città ancora capoluogo e la nascita del comune di Misiliscemi. Chissà se oltre a fare gli auguri ai neo cugini ha anche pensato alla superficialità con la quale ha affrontato il referendum, incoraggiando le autonomie come fatto di democrazia.

Oggi al pettine un “vecchio” nodo, apparentemente dormiente, ma sempre vigile. Riguarda la contesa a forza di carte bollate tra Tranchida e il suo “amico/nemico” Nino Oddo, lui sì ex deputato regionale, attuale segretario regionale del PSI. Una storia finita più volte sui giornali, nata da una dichiarazione di Oddo che metteva in luce i rapporti tra Luigi Manuguerra, morto nell’aprile dello scorso anno, e Giacomo Tranchida, alla sua prima candidatura a sindaco di Erice. A caccia di voti, secondo la versione di Oddo, Tranchida avrebbe stretto un accordo con Manuguerra, che candidava al consiglio la compagna Cettina Montalto, e che prevedeva la nomina ad assessore della compagna. In cambio la signora Montalto e Manuguerra avrebbero “abbandonato”  in corsa il candidato sindaco Sanges. Un accordo sempre confermato da Manuguerra e sempre smentito da Tranchida, nonostante l’episodio della presenza di Tranchida alla cena elettorale della Montalto. La sua giustificazione: passavo per caso, un atto di cortesia. 

Ma oggi, ascoltato come testimone, è stato Alessandro Manuguerra a smentire il Sindaco, su tutti i fronti, aggiungendo particolari inediti di quell’accordo. Rispondendo alle domande dell’avv. Massimo Zaccarini, difensore di Nino Oddo (altro capitolo dello scontro, seppure indiretto tra il Sindaco e l’avvocato Zaccarini ndr), ha riconfermato l’accordo tra  i genitori Luigi Manuguerra e la compagna Cettina Montalto da un lato, e Tranchida dall’altro con la promessa dell’incarico assessoriale ai servizi sociale. Un accordo sancito non in occasione della famosa cena elettorale,   ma  già in precedenza, nel corso di due/tre incontri al bar all’angolo della rotonda di fronte all’albergo Baia dei Mulini che porta verso la provinciale per San Vito. Presente all’incontro  dei suoi genitori con Tranchida anche Alessando che ha ricordato il particolare dell’occasione nella quale Tranchida lo prese sottobraccio. Negli incontri venne ratificato l’accordo e pianificato il piano di lavoro che prevedeva il dirottamento su Tranchida del voto per il sindaco. In parole povere il famoso voto disgiunto. Anche la cena in pizzeria, secondo Manuguerra faceva parte di quel piano. In quella occasione, c’è una registrazione con la conferma del gestore della pizzeria, Tranchida avrebbe fatto cenno anche alla possibile nomina assessoriale della Montalto. Alessandro ha confermato anche questo episodio con tutti i particolari.

Per Tranchida, dopo le rivelazioni di Alessandro Manuguerra la strada sembra sempre più in salita. 

                                                                              Aldo Virzì

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