IMPROVVISA MORTE DI LUIGI MANUGUERRA

Un infarto, fulminante, così questa mattina è morto Luigi Manuguerra, personaggio per alcuni aspetti incredibile che ha segnato come pochi almeno trent’anni di storia politica e cronaca trapanese. Si trovava nella sua casa di contrada Rosariello, a Valderice, doveva viveva insieme al figlio Alessandro, consigliere comunale in Erice.

Avrebbe compiuto 59 anni il tre giugno Luigi Manuguerra, potenzialmente ancora giovane, pieno di quell’incredibile vivacità cominciata quando era ancora un ragazzo e seguiva le orme del padre, autoferrotranviere, personaggio molto noto nella vita politica trapanese.  Il padre di Luigi, infatti, era stato militante, dirigente del partito socialdemocratico, era anche stato consigliere comunale e assessore ad Erice. Una avventura politica stroncata per un guaio giudiziario che aveva coinvolto anche Luigi.

Già Luigi, un giovane che subito aveva dimostrato grande intelligenza politica tanto da essere “coccolato” da Giovanni Rizzo, i giovani non potranno ricordare, che fu il principale leader del PSDI trapanese, segretario provinciale e assessore al comune di Trapani. Giovanni Rizzo aveva puntato molto sul giovane Luigi che però lo deluse, perché il giovane Luigi non sapeva aspettare, cercava sue strade, anche personali. Molti errori, compreso il matrimonio con la figlia di un alto personaggio delle istituzioni, naufragato presto.

Poi la pagina più brutta: inventarsi mago. La sua enorme intelligenza messa all’opera per un sistema non proprio candido. Anche in questa occasione fortuna e sfortuna, da lui cercati, non lo hanno abbandonato. Ma la passione politica è rimasta, anche la sua collocazione, per una sorta di centro con qualche piccola anima di sinistra, quella della scuola politica dove si era formato.

Smessi i panni del mago e ritornato alla sua “naturale” vita politica ha scelto il comune, l’amministrazione comunale ericina, per le sue rivincite sociali. Anche in questo campo fortune e sfortune, errori, ansia di arrivare. L’incontro con la compagna Cettina, anche lei vogliosa di un posto in prima fila nella politica ericina. Un posto che Luigi voleva cercare, ed in parte è riuscito, per l’adorato figlio Alessandro che, infatti, è riuscito a far eleggere consigliere comunale.

Nel mezzo la continuazione dei suoi guai giudiziari. Le tante querelle con l’allora Sindaco Giacomo Tranchida, l’accusa di patti scellerati a Tranchida che questi  respingeva accusando a sua volta di falso, e altro ancora, il Manuguerra. Insomma un ultimo periodo di vita all’insegna di problemi politici e giudiziari. Ultimo dei quali quello con l’ex compagna Cettina Montalto, accusata di avergli  sottratto una grossa cifra dalla sua abitazione. Ma era ancora aperta l’imputazione, insieme al figlio Alessandro; per l’operazione “Scrigno”, accusato di avere cercato i voti dei mafiosi.

Forse troppo per il cuore di Luigi che stamattina ha deciso di mollare, improvvisamente. Così ci ha lasciato un ex giovane che da vecchio cronista ho conosciuto. Aveva fondato un movimento politico chiamandolo “ Nati Liberi”, perché in fondo Luigi Manuguerra è nato e vissuto libero.

Condoglianze ad Alessandro

Luigi, ti sia lieve la terra.

Aldo Virzi