LA CRISI DEL TURISMO ALBERGHIERO NELLE ISOLE MINORI: POSSIBILE NON APRIRE

Ma quante le probabilità di una  ripresa dell’attività turistica nelle isole minori; in questa provincia  Pantelleria e  isole Egadi? Poche, quasi nulle.

Una prima risposta arriva da un comunicato della “Federalberghi isole minori della Sicilia” che la scorsa settimana aveva fatto arrivare all’assemblea regionale, che stava esaminando la finanziaria. Un documento con una serie di precise richieste volte a fronteggiare la crisi determinata dal Covid 19, “nelle isole minori che più di altri territori si contraddistinguono, tra l’altro, per la precarietà del sistema sanitario. La prima richiesta, dal sapore finanziario era  la “ previsione di un fondo di salvaguardia per le strutture ricettive delle isole minori che dovessero essere costrette a chiudere per periodi anche temporanei a causa del riscontrarsi di casi positivi all’interno della struttura”. A questa richiesta seguivano quelle più specificatamente tecniche e sanitarie: “test rapidi estesi a tutta la popolazione e a tutti i visitatori……; estesi a tutto il personale delle attività produttive, soprattutto quelle aperte al pubblico; un monitoraggio che consenta di avere uno screening degli accessi ( per contattarli in caso di necessità); istituire un protocollo di sicurezza da comunicare a tutta la popolazione; la creazione di presidi Covid19 nelle isole, dotati di respiratori in funzione delle esigenze della popolazione e dei flussi turistici”. Insomma tante richieste indirizzate ad una ripresa in sicurezza del turismo.

Se stiamo al comunicato che la Federalberghi ha emesso sabato, quando sono stati resi noti i contenuti della Finanziaria appena approvata dalla Regione, dovremmo concludere con l’incipit di presentazione del comunicato stampa: “ Delusione delle isole minori della Sicilia….in atto nonostante tutta la nostra buona volontà la stragrande maggioranza di noi rimane dell’idea che non ci siano i presupposti per riaprire le strutture ricettive”.

 Scrivono gli albergatori isolani che non sono state prese in considerazione “ le specificità e le fragilità delle comunità micro insulari ne il fatto che il turismo sia ampiamente il settore dell’economia che maggiormente risentirà di questa crisi…..I flussi turistici previsionali per il 2020 e il 2021 rimangono catastrofici”. Da un’altra serie di considerazioni ne discende che, come dichiara Christian Del Bono, presidente di Federalberghi delle isola minori ” non ci sono i presupposti per riaprire le nostre strutture ricettive”.

C’è però una differenziazione tra isole, la conferma è nel comunicato: “a Ustica e Favignana si ritiene possano esserci i presupposti per riaprire a giugno, soprattutto nell’ambito del comparto extralberghiero, sperando in un turismo interno di prossimità”. Insomma, le famose case private. Per gli alberghi la cosa sembra diversa. Da quanto ci risulta, gli albergatori, almeno  quelli con strutture non piccole, ci vorranno pensare prima di decidere l’apertura. Ad oggi sembrano orientati a seguire quanto faranno i loro colleghi delle Eolie.

Aldo Virzì