PALAZZO D’ALI’: DAL CASO BARONE AL PRESUNTO  CASO ZACCARINI

Rischia di diventare un caso politico tutto interno alla maggioranza al comune di Trapani l’arresto e la successiva scarcerazione per mancanza di indizi di Salvatore Barone, l’ex direttore generale e amministratore unico dell’ATM la partecipata dei servizi urbani di traffico.

Il caso, secondo i rumors che girano tra la ristretta cerchia dei fedelissimi del Sindaco Tranchida, fa riferimento al legale che difende Barone: si tratta dell’avv. Massimo Zaccarini, noto penalista, ma anche politico. Nelle elezioni amministrative che portarono all’elezione di Tranchida a Sindaco ne divenne suo sostenitore, non candidato, ma facente parte di una lista “Demos” nella quale confluivano soprattutto socialisti.Nella ripartizione degli incarichi di sottogoverno -alla corrente della quale con Zaccarini fanno anche parte l’assessore Pellegrino ed il consigliere Ferrante –  è stata “promessa” la presidenza dell’ATM, proprio nella persona di Zaccarini che nel frattempo era stato eletto nel consiglio di amministrazione. Fu una promessa tradita, come è noto Tranchida preferì dirigersi verso Alcamo, magari per finalità elettorali (le prossime elezioni regionali ndr) scegliendo l’ing. Antonio Di Giovanni. Una scelta che ha messo già una prima volta in crisi il rapporto della corrente “ Demos” con Tranchida. 

Il problema, ed ecco il caso, si ripropone e più pesantemente in questi giorni a seguito della decadenza dello stesso CdA della partecipata e la nomina, spettante a Tranchida, del nuovo CdA e del nuovo Presidente. Ritorna, ovviamente, la candidatura di Zaccarini, ritorna anche il veto del Sindaco Tranchida questa volta con una scusante piuttosto grave nelle motivazioni, qualcuno la giudica intollerabile. A Zaccarini viene infatti contestato di avere assunto la difesa di Salvatore Barone, cioè gli viene di fatto negato il diritto di svolgere la sua professione. Il tutto trincerato dietro la motivazione dell’accusa a Barone: commistione con la mafia. E non importa se questa accusa, anche grazie al lavoro professionale di Zaccarini, è caduta,  Barone infatti  è stato rimesso in libertà per mancanza di indizi come si legge nel dispositivo della sentenza del Gip che dopo aver esaminato i vari punti dell’accusa così scrive:” … …deve concludersi per l’insufficiente gravità del quadro indiziario a sostenere l’ipotesi del  reato ascritto al Barone”. Questo non basta, per Tranchida non doveva assumerne la difesa, sembra capire per una questione di immagine. Si tratta dello stesso Tranchida che a Barone aveva dato l’incarico fiduciario di presidente della consiglio di Amministrazione e che all’indomani dell’arresto, sempre per quel principio di immagine, dava quell’incredibile disposizione di verificare il comportamento di Barone all’ATM, cioè in un settore che gli inquirenti avevano già escluso da qualsiasi interferenze esterne. 

“Tutto quanto fa spettacolo”:era una vecchia massima, Tranchida la conosce bene e la utilizza spesso, purtroppo trovando ancora qualcuno disposto a credergli. Con Zaccarini è ancora più semplice: apparire come il puro e con questa motivazione liberarsi di una promessa e della persona che questa promessa rappresentava. Quanto alla purezza di Tranchida la conosceremo meglio a febbraio quando si deciderà sul suo eventuale rinvio a giudizio per la brutta pagina dei sospetti favoritismi ai precari ASU amici transitati da Erice ( Sindaco Tranchida ndr) a Favignana, stabilizzati e tornati alla sua corte come dipendenti del comune di Trapani.

Il caso Zaccarini, da quel poco che si conosce è stato già oggetto di incontri riservati conclusi con toni molto accesi tra le parti. L’ultima parola spetta a Tranchida, ma i mal di pancia all’interno della ex corazzata che ha affrontato le elezioni continuano ad aumentare, non è escluso che dopo la Garuccio e Lipari l’elenco degli addii possa aumentare.

                                                                           Aldo Virzì

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