LA “ GRANDE CITTA’”: LA PROPOSTA DI IGNAZIO GRIMALDI E LA RIMOZIONE DEI TRAPANESI

Chiedo: ma la notizia della nascita di un nuovo comune, chiamato Misiliscemi, togliendo cittadini, territorio, economia, storia, cultura al comune di Trapani, riducendolo ad un grosso paese è una balla o, come scrivono oggi quelli colti una fake news? Mi sono posto la domanda girando per la città, leggendo quanto scrivono i giornali, i social etc. La notizia della nascita del nuovo comune è scomparsa, ancora solo qualche accenno, per esempio quello dell’intervista a Ombra, presidente di Airgest(marsalese, era tra i potenziali candidati sindaci della sua città, comunque sostenitore del Sindaco Grillo ndr) che ci ricorda che l’aeroporto confluirà territorialmente a Misiliscemi che nasce con in dote un aeroporto. Ombra spera che il nuovo comune abbassi la TARI, questo il suo unico problema. Trapani perde l’aeroporto, perde pure la spiaggia di Marausa, San Giuliano è a Erice, a noi trapanesi rimane il pezzettino di spiaggia del lungomare.

Ma tutto passa in secondo piano. Trapani muro di gomma ha già assorbito l’accaduto e pensa ad altro. Tutti adesso vogliono la “grande città” Trapani/Erice, tutti convinti, particolarmente, dopo essere transitati sulla Via di Damasco, anche a Palazzo D’Alì. Trapani muro di gomma metabolizza presto anche la storia, quella, per esempio, dei personaggi che da sempre sono stati protagonisti della proposta della “grande città”. Parliamo, per esempio di Ignazio Grimaldi, un trascorso di imprenditore nel mondo dell’informazione, ma anche politico, ormai d’antan, candidato Sindaco di Erice con questo dichiarato obbiettivo. Ovviamente non ha vinto. Questo giornale non dimentica, siamo andati a cercarlo, gli abbiamo posto qualche domanda:

Sei stato il primo, anzi il secondo, il primo è stato l’on. Francesco La Porta ma si “fermava” alla rettifica dei confini fra Trapani ed Erice, Tu avevi uno sguardo più lontano, appunto “la grande città” TrapaniErice. Programma che venne sposato dal sen. D’Alì, forse questo è stato il principale ostacolo.

Sarebbe facile dire io l’avevo detto! 

In verità prima di me sia l’ex deputato regionale La Porta che l’onorevole Canino avevano lanciato la proposta di rettificare i confini. Proposta che fu poi abbandonata. Io lanciai nuovamente il progetto della grande città nel ’98 ma, probabilmente, commisi l’errore di voler coinvolgere la politica che inizialmente rispose positivamente. E infatti ben presto constatai che la politica locale è fatta anche di mestieranti ovvero di gente priva di mestieri che vive solo grazie alla politica e la realizzazione della grande città avrebbe comportato la perdita di tante piccole poltrona. Questo probabilmente è stato il vero motivo che ha paralizzato un progetto ambizioso di grande utilità che oggi ritorna ad essere di grande attualità. Lasciami concludere con parole che non sono mie, ma che faccio mie: “può amministrare un popolo solo chi lo ama; chi non lo conosce, non lo ama, lo fa unicamente per la propria tasca”.

Come giudichi la nascita del nuovo comune di Misiliscemi, le conseguenze per Trapani

In verità io non vedo proprio “il comune di Misiliscemi” . Vedo piuttosto i residenti delle frazioni del comune di Trapani stanchi della politica clientelare degli ultimi 50 anni e, pertanto, determinati a divenire essi stessi arbitri del proprio destino. Vero e risaputo è che frammentare indebolisce ma tale circostanza probabilmente non è a tutti nota.

La tua nuova proposta di “grande citta’: comprende oltre a Trapani ed Erice anche i comuni di Valderice, Paceco e, ovviamente, Misliscemi

La mia proposta della grande città non è di certo innovativa. Basta guardare altre realtà locali quali ad esempio il comune di Pescara per avere risposte e soluzioni. A Pescara 5 Comuni sì sono unificati per creare la Grande Pescara con tutti i conseguenti vantaggi. Lo stesso è avvenuto in altre città del nord. È del tutto evidente che una città grande ha grandi benefici e tra questi, tanto per fare un esempio, più sicurezza derivante dal maggior numero di personale in questura; più efficienza sanitaria, derivante dall’incremento dei posti letto ospedalieri. Fatti e dati che emergono dalle rivelazioni statistiche e che pertanto non possono essere sconfessati da sterili chiacchiere provenienti dalla politica.

                                                                          Aldo Virzì

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