Era nell’aria che qualcosa sarebbe successo. Il silenzio sui possibili, clamorosi, sviluppi della sentenza della Corte di Appello di Palermo sul contenzioso comune di Erice e Consorzio universitario – la condanna del comune al pagamento di oltre centomila euro ed il rischio che diventi un milione, è stato squarciato dalla richiesta di una commissione d’inchiesta.

Ad avanzare la richiesta l’ing. Alessandro Barracco, che nella sua vita è anche docente universitario, ma che, soprattutto nello specifico, è consigliere comunale a Erice in rappresentanza del movimento cinque stelle. Ieri Barracco ha formalizzato e presentato al Presidente del Consiglio comunale – quel Nacci principale avversario della scelta dell’allora Sindaco Tranchida di non pagare la quota di socio al Consorzio dando origine al conflitto istituzionale e legale – la richiesta “di istituire ai sensi dell’art 44 dello Statuto e dell’art. 26del regolamento delle commissioni consiliari, una apposita commissione di inchiesta onde verificare le circostanze che hanno portato alla condanna del comune di Erice da parte della Corte di Appello di Palermo e le conseguenze derivanti dalla stessa al pagamento al Libero Consorzio Universitario di Trapani della cifra di  €.103.291,38 per l’anno 2013 e se esistono le condizioni per il reiterarsi della stessa circostanza per gli anni seguenti fino alla data odierna. Circostanza che esporrebbe il Comune di Erice – i cittadini in definitiva – ad un danno erariale gravissimo. Tale commissione avrà durata pari a mesi due”.

La richiesta del rappresentante dei cinque stelle è estremamente chiara; il rischio che intravede Barracco, che è anche vicepresidente del consiglio comunale, è che sulle finanze del comune della Vetta arrivi una tegola che colpisca pesantemente le finanze compromettendone la stabilità, sino a rischiare l’ipotesi del dissesto. In ballo c’è anche l’ingresso della Corte dei Conti che potrebbe rivalersi sul sindaco del tempo ( Giacomo Tranchida), assessori e consiglio comunale che hanno avvallato e votato a favore dell’uscita dal Consorzio universitario e della contestuale opposizione all’ingiunzione di pagamento, anche per gli anni successivi, dando il via alla vicenda conclusasi nei giorni scorsi davanti la Corte di appello di Palermo.

Prende posizione anche Fratelli d’Italia con il suo rappresentante provinciale, l’avv. Miceli, un attacco durissimo indirizzato soprattutto all’attuale Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida:” È di ieri l’ennesima prova che i “cambiamenti” promossi dalla politica tranchidiana alla fine producono, sia pure in questo caso a medio termine, i loro effetti. La Corte d’Appello di Palermo ha infatti confermato la sentenza del Tribunale di Trapani che dichiarava illegittimo il recesso del Comune di Erice dal Libero Consorzio Universitario, condannando il primo a risarcire il secondo con una cifra di oltre centotrentamila euro per il solo 2013, cui andranno aggiunte le somme che La Vetta avrebbe dovuto corrispondere per tutti gli anni successivi sino al presente. Oltre ad avere severamente minacciato la permanenza degli studi universitari nel territorio trapanese, dimostrando di non comprenderne affatto la rilevanza tanto in termini culturali quanto sociali ed economici, con la sua improvvida iniziativa il Sindaco per sempre graverà sulle tasche dei cittadini del Comune di Erice per una cifra di circa un milione di euro. Non c’è che dire, i fatti dimostrano ampiamente come il Sindaco per tutti sia senza alcun dubbio, oltre che un autentico difensore della Cultura, anche un oculatissimo amministratore delle finanze pubbliche. Non potendo mancare un prossimo accertamento di eventuali responsabilità amministrative per la provocazione del danno erariale causato dalle scellerate scelte a suo tempo fatte dall’Iper-Sindaco, ci auguriamo che Tranchida abbia saputo essere anche un buon amministratore del proprio, così da potere fronteggiare senza troppi patemi eventuali provvedimenti sanzionatori della magistratura contabile”.

                                                                                Aldo Virzì

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