L’Opera-Evento degli artisti Marco Papa e Andrea Aquilanti, chiamata “Ora Luce”, consiste in una lunga diretta streaming su YouTube, che, iniziata alle ore 16.00 del 24 dicembre 2020, si è conclusa il 26 dicembre. Essa è stata ambientata in una cava di marmo di Custonaci e trasmessa simultaneamente, oltre che nel web, anche a Trapani, in piazza Vittorio Veneto, su un grande schermo collocato davanti a un camion carico di un enorme blocco di marmo squadrato, proveniente dalla stessa cava. 

​Nel contesto del lockdown natalizio di tutta l’Italia in zona rossa, il web è diventato paradossalmente lo spazio intimo dentro cui assistere alla nascita del Bambino Gesù, ma che nello stesso tempo ha messo “in rete” i singoli spettatori creando una comunità virtuale chiamata ad assistere all’Evento. Una nascita presentata dai due artisti come una ricapitolazione cosmica: alla mezzanotte, infatti, il marmo della cava è prima esploso come in una specie di Big Bangprimordiale, come fosse una nuova creazione; ma la materia primordiale, rappresentata dalla pietra, anziché disperdersi caoticamente, si è invece raccolta in un’implosione di luce fino a comporre le fattezze dolcissime di un Bambino nudo, posto su una culla fatta di spine, roveto come quello contemplato da Mosè e nuova potente ierofanìa del Divino. E’ il cosmos nato dal caos, ovvero la Bellezza, generata dall’Incarnazione del Verbo di Dio. 

​Molti e complessi sono i rimandi simbolici della scarna ambientazione del video e dell’esplosione-implosione del marmo della cava. 

​Come sottolinea don Valerio Pennasso, Direttore Nazionale dell’Ufficio dei beni ecclesiastici, il freddo marmo della cava sembrerebbe stridere con il senso di calore e intimità che evoca la festa del Natale, eppure esso rimanda proprio alla condizione di quel Bambino nato “al freddo e al gelo” e richiama una pagina del profeta Isaia, in cui si dice: «tu che cerchi la giustizia e la salvezza devi guardare il marmo da cui sei stato intagliato e devi tornare nella cava da cui sei stato estratto».   La “cava” rimanda infatti alla “caverna”, luogo simbolico che introduce alla Terra-Grembo da cui la cultura religiosa arcaica faceva nascere, come da una Grande Madre, tutto il genere umano; ma anche luogo della discesa agli inferi dopo la morte. Insomma la “caverna” è il luogo simbolico della lotta tra la vita e la morte.Perciò nella tradizione bizantina la grotta della Natività di Gesù è in realtà una caverna fatta di grosse pietre scheggiate e il Gesù Bambino è avvolto in fasce sepolcrali e la sua culla ha la forma di un sepolcro di pietra, rimando alla missione salvifica di questo Bambino e alla sua resurrezione, che dovrà passare per la morte in croce e per la sepoltura in una tomba scavata nella roccia. Nell’opera di Papa-Aquilanti la roccia sepolcrale del Bambino è tutta la cava e le spine su cui è adagiato sono quelle che ne trafiggeranno il capo nella sua passione di morte. 

​Ma perché portare un blocco squadrato di marmo al centro di una città come Trapani? Anche in questo caso la concettualità dell’opera è sottile, ma evidente. Il pendant tra la cava in cui accade l’evento e il marmo squadrato sul camion, è dato dal rapporto tra Natura e Cultura. La Natura nuda del marmo, infatti, entra nel cuore della città, che, antropologicamente, è simbolo del processo di crescita sociale realizzato attraverso l’invenzione tecnologica (il camion) e il lavoro (squadratura del marmo); in questo caso la città, Trapani, è crocevia, punto di incontro di culture, fine di un mare e inizio di un altro, suo malgrado “un centro” irradiante. Insomma, se la solitudine della cava è Bethlemme, l’agglomerato urbano di Trapani rappresenta Gerusalemme. In questo contesto, l’esplosione-implosione che si ricompone nella forma di un Bambino Divino, ricapitola tutta la storia umana, dalla creazione fino ad oggi, ripercorrendo il processo di ominizzazione e di sviluppo culturale che, dall’antico Adamo corrotto, può condurre alla perfezione del Nuovo Adamo, Gesù Cristo. 

​E quel Bambino, roccia-carne divina, già adorato dai pastori, viene raggiunto infine dai sapienti del mondo, i re Magi. Questa è la conclusione dell’Opera-Evento, che introduce nella lenta narrazione del video, tra luce e tenebre, l’arrivo di tre uomini che adorano il Bambino, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, festa dell’Epifania, ovvero della manifestazione di Cristo al mondo.

“L’installazione in piazza Vittorio Emanuele a Trapani è stata pensata per coinvolgere la città in cui la notizia della nascita di Gesù si sparge fino al giorno dell’Epifania – dice l’artista Marco Papa –  il 6 gennaio in città arrivano i Re Magi, interpretati da tre operai che cavano la roccia, materia primordiale che riporta alla relazione imprescindibile tra l’Uomo e la Terra. In piazza, un camion porta sopra di sé il peso di un grosso blocco di marmo simbolo del lavoro, al quale è stato ancorato uno schermo a Led su cui scorre il video dell’Opera – Evento. Il messaggio di rinascita e di speranza parte quindi dalla piazza centrale di Trapani e va verso l’altura di Erice per superarla concettualmente estendendosi in tutta la Sicilia, l’Italia, l’Europa, giungendo a tutta l’umanità.”

​I Magi rappresentano la curiosità dell’uomo, la cultura e la scienza. Sono astronomi che scrutano il cielo e vi scorgono stelle, ma che non sono chiusi a seguire una stella cometa che unisce il cielo e la terra, il divino e l’umano, mirabile scambio che si manifesta nel sembiante di un Bambino, nato in una grotta-caverna. 

Essi, infatti, con i loro doni, adorano il Re a cui soltanto si offre l’oro, il Figlio di Dio a cui s’innalza l’incenso, Il Messia Crocifisso, il cui corpo sarà unto con la mirra per la sepoltura. In questa adorazione c’è l’umiltà del sapiente che considera sacra la creazione, di essa facendosi custode.

​Ancora una volta l’arte di Marco Papa e di Andrea Aquilanti, dopo l’evento pasquale del “Risorto che unisce”, sa andare al di là della confessionalità religiosa,  e, pur partendo dalla narrazione storica dei vangeli, ne trae significati antropologici universali in cui tutti, credenti e non credenti, possono riconoscersi. In fondo, la nascita di un bambino è per tutti un segno di speranza, una scommessa di bene sul futuro.

       L’Opera-Evento è promossa dall’associazione L’Uomo sulla Terra, fondata a Erice da Marco Papa, il Museo diocesano di arte contemporanea “San Rocco”, con il patrocinio della CEI Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana, dell’Assessorato al turismo della Regione Sicilia, della Diocesi di Trapani e dei Comuni di Trapani e di Custonaci. L’opera-evento di Marco Papa e Andrea Aquilanti è un’iniziativa all’interno del progetto “Trapani – Capitale italiana della cultura 2022”. Il camion dell’installazione è stato messo a disposizione dallo sponsor tecnico Carpitella Group di Trapani e il marmo è stato fornito gratuitamente dalla Cava Cofano di Custonaci (Trapani). Sponsor tecnici Cave Cofano srl, Sud Marmi srl, Carpitella Group, Elite Island, Elektromarket e Idrikomarket, Bandiera audiovisivi.

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