TRA PAGOTO E TRANCHIDA NESSUNA INTESA, PER IL GUP SOLO APPLCAZIONE DELLE NORME PER LA STABILIZZAZIONE ASU

Diciamola tutta, possibile che la Procura abbia  preso un così clamoroso  abbaglio allorchè ha intrapreso un’indagine sulla stabilizzazione di due ASU che per ottenerla hanno dovuto percorrere un lungo tragitto che da Erice li ha portati a Favignana e successivamente a Trapani?

Le sentenze, come è noto, si rispettano, ma possono essere commentate. Visto il clima che in generale, e Trapani ne fa ampiamente parte,  si respira nei confronti dei giornalisti ( non tutti ) meglio fermarsi al racconto dei fatti. Che riferiscono della sentenza emessa dal GUP ( Giudice per l’udienza preliminare) dott.ssa Roberta Nodari al termine dell’udienza che vedeva coinvolti il Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e l’ex di Favignana Giuseppe Pagoto, insieme a Giuseppe Barone, Filippo Oliveri, Salerno Maria Concetta nonché Leonardo Di Benedetto, per due distinti procedimenti. Il GUP ha deciso con la motivazione “ perchè il fatto non sussiste” del non luogo a procedere nei confronti di Tranchida, Pagoto, Barone, Oliveri e Salerno. Il rinvio a giudizio per lo stesso Pagoto e per Di Benedetto per l’altro procedimento che era stato con questo unificato già durante le indagini.

Fermiamoci al primo procedimento per ricordare di che si tratta, era stato scritto da tutti i giornali. Tranchida era Sindaco di Erice, secondo l’accusa aveva stretto un’intesa, “previo accordo collusivo” aveva scritto il PM, con Pagoto per consentire a due ASU ( dipendenti precari) che da Erice erano stati trasferiti a Favignana, di essere stabilizzati“ attraverso la procedura straordinaria di assunzione in deroga del personale precario. Secondo il magistrato inquirente doveva essere Erice, dove erano impiegati, a procedere all’eventuale stabilizzazione. I sostituti procuratori Rosanna Penna e  Matto Delpini scrivevano ancora che l’attuale Sindaco di Trapani, allora Sindaco di Erice, avrebbe agito “quale istigatore ed autore materiale”, Pagoto nella qualità di Sindaco di Favignana. Questi in breve i fatti con la conclusione alla quale è arrivata il GUP che ha smontato con la semplice definizione di “ il fatto non sussiste”, anni di indagini. Ovviamente adesso c’è l’attesa, da parte di tutti, non solo degli ex imputati, ma soprattutto dei sostituti procuratori di leggere le motivazioni che hanno determinato la conclusione che qualcuno non nasconde di definirla sorprendente. Il GUP comunque si è preso venti giorni per dare una motivazione, alla sua sentenza. Anche questo ha ricevuto qualche commento. Ma sono giudizi terzi sui quali questo giornale non entra. Restiamo alla cronaca di un dibattito che si dice acceso nei termini ma pacato nelle espressioni delle parti. Il sostituto procuratore ha anche fatto riferimento alle intercettazioni tra i protagonisti che, a suo avviso, sarebbero stati la prova del “delitto”. Anche se non si è ancora pronunciata è quasi certo il ricorso della Procura, al quale potrebbe anche unirisi quello della parte civile, in questo caso del comune di Favignana.

Insomma c’è ancora tanto da leggere e magari “domani” decidere di commentare questo caso.

Si andrà a processo, invece, per Pagoto e Di Benedetto, funzionario apicale da oltre 15 anni del comune di Erice, che era stato distaccato per due giorni alla settimana al comune di Favignana con ruoli dirigenziali. L’accusa: Il primo, il Sindaco, “fungendo da istigatore, il Di Benedetto, nella qualità di responsabile del primo settore e del RUP, autore della determina dirigenziale del concorso pubblico per la copertura a tempo pieno di sei posti, quattro categoria C ( istruttore amministrativo) e due categoria D ( cioè funzionario dirigenziale)”. L’accusa nasce dal fatto che “veniva predisposto il bando ad hoc ed espletata tale procedura concorsuale “ per far vincere candidati provenienti dall’area Marina Protetta, cioè classificati, ad avviso della Procura “falsamente” come interni all’Ente. Sarà un processo in questo caso a decidere.

                                                                                Aldo Virzì

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