ATM: NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, LA FARSA TRANCHIDIANA

Dobbiamo confessare che questo Sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, già sindaco di Valderice e di Erice, già consigliere provinciale e tante altre cose ancora come si legge dal suo curriculum vitae, non finisce mai di stupirci. Non sapevamo che tra le sue qualità ci fosse anche quella di scrittore, ideatore di “pochade”, cioè di una farsa.

Come altro classificare quanto accaduto oggi alla riunione dell’assemblea dell’ATM, socio unico il comune di Trapani, per nominare il nuovo CdA? Anticipiamo la notizia: nuovo Presidente del CdA è il commercialista ragionier Francesco Murana, vice presidente l’avv. Sabrina Giudici, terzo componente Giovanni Cangemi, funzionario dell’Ispettorato della motorizzazione. Prima decisione di Tranchida: la riduzione da cinque a tre del Cda, magari prossimamente potrebbe riportarlo a cinque.

Ma dov’è la “pochade”, la farsa? Raccontiamola: cominciando dai cognomi e nomi  dei primi due nel eletti. Sono i famosi rappresentanti dei comuni di Erice, Paceco e Favignana che pomposamente nel gennaio dello scorso anno Tranchida integrò nel CdA, nella motivazione di Tranchida si doveva andare ad un allargamento societario dell’ATM con questi tre comuni. Una realizzazione rimasta solo nella pseudo idea di Tranchida e forse dei Sindaci di Erice e Favignana ( Pagoto ndr), non in quella di Paceco. Insomma non se ne fece nulla. In compenso i due hanno continuato a rimanere negli scranni “preziosi” e ricompensati dell’ATM, secondo gli altri componenti del CdA con il compito di “guastatori”. Una lite continua, qualche volta accompagnate dalle minacce del ricorso alla magistratura. Lite particolarmente pesante nel caso del concorso per la nomina del direttore generale, aggiudicato alla persona dell’ing. Marcello La Rocca, uscente direttore e amministratore della società, nonostante il voto contrario dei due “esterni”. In quella occasione Tranchida annunciò che avrebbe mandato le carte alla magistratura, ancora oggi non si capisce se favorevole alla tesi degli “esterni”. Si è sempre mormorato che Morana e Giudici potevano contare sull’appoggio politico del Sindaco, ma soprattutto dell’assessore La Porta, da sempre, anche prima del suo incarico assessoriale, a quanto succede all’interno di ATM. La voce ricorrente, il consigliere comunale Lipari l’aveva messa su carta, era che questi consiglieri “estranei o intrusi” avrebbero dovuto lasciare, dimettersi.

E si sono dimessi, distanza di 24 ore l’uno dall’altra, il 22 ed il 23 dicembre. Dimissioni che apparvero improvvise e in un momento delicato, quando si discuteva del caso Zaccarini, il legale componente del CdA che aveva osato assumere la difesa legale di Salvatore Barone. La motivazione ufficiale andava ricercata – così avevamo capito tutti, poveri ingenui – nella lettera che il giorno prima Tranchida aveva mandato ai Sindaci di Erice, Favignana e Paceco, per sapere le loro intenzioni sull’ipotesi di ingresso e di cui dava notizia al CdA. Insomma ufficialmente il ruolo di Morana e Giudici era in bilico, loro anche in garbata polemica con Tranchida anticipavano dimettendosi. Era il primo atto della farsa. Il secondo atto innescato dalla dimissione dei due, era la decadenza del CdA e la nomina del nuovo, fissato per il primo pomeriggio di oggi. Si ritorna a parlare dell’accordo politico con la lista “Demos” per la presidenza Zaccarini che Tranchida rifiuta, ma si comincia a mormorare di un Tranchida,  ex Renziano della prima ora, che riesuma il termine “rottamatore”: tutti a casa, anche il Presidente di garanzia che aveva cercato e trovato ad Alcamo; si era detto, anche se successivamente è stato smentito,  per fare una cortesia all’amico Turano. 

Terzo atto della farsa. Quello della grande truffa, politica, si intende. Chi non va a casa sono proprio i dimissionari, gli “esterni” che non rappresentavano nessuno, gli autori della crisi del CdA. Quelle dimissioni, che a questo punto sembrano concordate nel pieno di un disegno strategico, erano necessarie per far decadere il consiglio di amministrazione. La ricompensa, politica si intende, è stata la nomina ai vertici del consiglio di amministrazione. Non sono i rappresentanti di Paceco, Erice e Favignana, ammesso che lo siano mai stati, ma unicamente del Sindaco Tranchida e, probabilmente, dell’assessore La Porta. Una pochade di successo. Applausi.

                                                                         Aldo Virzì

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