Da De Simone a Petroni, gli assurdi 17 mesi del Trapani Calcio

Marzo 2019. É la data impressa nella memoria dei tifosi trapanesi. Il Trapani Calcio passa a Maurizio De Simone (arrestato ieri, ndr) e si appresta a concludere la stagione di Serie C, poi finita con la promozione attraverso i playoff.

Una scelta strana della società granata, con la Dott.ssa Iracani che giustificò la decisione con queste parole: “De Simone si é dimostrato piú affidabile di Heller, il suo progetto é sicuramente migliore”. Messa in mora dei giocatori alla vigilia dei playoff, cessione della società tra mille tentennamenti e ripensamenti dell’ultimo secondo: la gestione De Simone, in pochi mesi, é un buco nero e risulta un insulto nei confronti di una programmazione societaria seria e responsabile. L’arresto di ieri dell’ex Presidente del Trapani ha dei risvolti inquietanti: un circo che non fa ridere.

La cessione ad Heller e Petroni sembra il salvagente piovuto dal cielo. Una squadra costruita tra mille difficoltá con Baldini in panchina e un primo semestre traumatico dal punto di vista dei risultati. Con Castori é tutto un altro film, trame imparate a memoria e una salvezza conquistata sul campo. Tutto bello, ma come abbiamo fatto a retrocedere? Come una celebre frase di un film di Aldo, Giovanni e Giacomo, la stagione granata precipita ieri pomeriggio. Ricorso respinto e niente restituzione dei due punti di penalizzazione dovuti al ritardo nei pagamenti.

“Abbiamo la responsabilità di rappresentare la Sicilia in Serie B”. Uno dei claim di inizio stagione si tramuta nel peggiore spot possibile, ma i precedenti erano già noti. Non esistono giustificazioni, solo frasi tinte di una triste realtà.

*foto di proprietà del Trapani Calcio