LETTERA APERTA ALLE/AGLI ASPIRANTI SINDACI DELLE ISOLE EGADI

Scrivo questa lettera  nella speranza che il dibattito pre elettorale assuma uno spessore diverso rispetto a quello che può essere caratteristico di un grande comune e non si perda nelle miserie degli scontri “personalistici” ma riesca ad andare oltre.

Avverto una seria preoccupazione per le Egadi: la desertificazione abitativa e l’abbandono dei luoghi da parte della popolazione indigena. Il fenomeno del calo dei residenti nati nelle Egadi è un dato costante ed in aumento. Molti i fattori che lo hanno determinato e che, a mio avviso, debbono essere messi al centro del dibattito politico non solo in sede locale.

            ⁃          Proprio per questo io indicherei la legge 158/2017 che è rivolta ai centri con meno di cinquemila abitanti e prevede misure di sostegno delle popolazioni residenti. La legge,approvata nel 2017 dopo 16 anni di battaglie, tuttavia non ha ancora piena attuazione perché mancano i decreti attuativi. Le premesse alla legge e le finalità “LE FINALITA’

            ⁃          La legge punta a favorire un sviluppo economico, sociale, culturale e ambientale sostenibile dei piccoli comuni, promuovere l’equilibrio demografico del Paese, favorendo la residenza nei borghi, tutelandone il patrimonio naturale, rurale, storico culturale e architettonico. Il provvedimento, favorisce l’adozione di misure a favore dei residenti nei piccoli comuni e delle attività produttive insediate, con particolare riferimento al sistema dei servizi essenziali, al fine di contrastarne lo spopolamento e di incentivare l’afflusso turistico. L’insediamento nei piccoli comuni, costituisce infatti una risorsa a presidio del territorio, soprattutto per le attività di contrasto del dissesto idrogeologico e per le attività di piccola e diffusa manutenzione e tutela dei beni comuni. 

            ⁃          La Legge si rivolge ai comuni con una popolazione residente inferiore a 5 mila abitanti, anche istituiti a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno una popolazione fino a 5 mila abitanti. Ma non basta questo per poter beneficiare dei finanziamenti: i comuni devono essere collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico, oppure caratterizzati da marcata arretratezza economica. Influiscono anche il decremento della popolazione residente e le condizioni di disagio insediativo.

            ⁃          La legge prevede:

LEGGE n. 158/2017

L’utilizzo della legge 158/2017, già approvata, serve da stimolo all’esercizio della necessaria spinta, anche con forme decisamente plateali, all’approvazione definitiva del Disegno di legge 497 già approvato dal senato.

Parlamento Italiano – Disegno di legge S. 497 – 18ª Legislatura

01077413

Perché pongo “le leggi” come primo momento di dibattito pre elettorale? PERCHÉ LE LEGGI ASSICURANO “CERTEZZA” DEI DIRITTI CHE SONO PRESUPPOSTO PER SCONGIURARE IL RISCHIO DA ME TEMUTO: LA DESERTIFICAZIONE. 

Una “rivoluzione” culturale, la cultura colta e popolare, naturalmente che faccia giustizia delle defaticanti “conquiste” del momento. Credo questo sia il primo punto del programma. L”analisi “sociologica” è il presupposto essenziale per aprire con la gente un dibattito pre elettorale basato sul rigore scientifico. Le Egadi mostrano i due volti, in questo senso, contrastanti: la ricchezza più ricca e la povertà più povera.

Il difficile compito di una amministrazione (strategie condivise) è quello di fare vivere tutto l’anno le Egadi operando scelte che coniugano il mantenimento della popolazione indigena residente con gli interessi culturali e turistici che in esse si muovono. Il rischio è, altrimenti, tornare alle “isole private” ma in assenza di imprese che guardano al territorio e alla sua gente (il ciclo agricolo e di pesca) garantito dalla tonnara e dal suo stabilimento ma al solo “profitto”.

Nel dettaglio, mi preme suggerire alcune ipotesi di programma:

            ⁃          Egadi Kilometro zero (Rifiuti zero (minore “importazione di prodotti inquinanti favorendo l’uso dell’acqua del sindaco, la birra alla spina, i detersivi alla spina etc. – favorire l’uso del “compostaggio domestico e di comunità – raggiungere accordi con l’azienda forestale per l’uso di biotrituratori – etc. Prodotti De.Co – (naturalmente non li sto ad elencare ma bisogna mettere a sistema anche l’uso delle tante specie vegetali presenti nel territorio ed oggetto di studi specifici) Servizi di “prossimità” – autosufficienza energetica (stimolare normative sull’autoproduzione) – autosufficienza idrica (analisi delle falde di produzione e produzione locale non inquinante.

            ⁃          Trasformare lo stabilimento in “Museo Nazionale delle Tonnare” (idea del Prof. Rosario Lentini) ( io auspico anche la creazione di una Fondazione che possa amministrare in modo “condiviso e scientifico” il corretto utilizzo del vasto patrimonio culturale delle Egadi.Lo statuto deve prevedere, obbligatoriamente, la “condivisione” del programma di iniziative che si vogliono sviluppare.

            ⁃          Direttamente riferito al precedente punto, è l’utilizzo delle leggi sul federalismo demaniale per mantenere strutture ed aree strategiche nella disponibilità comunale con la possibilità del solo “utilizzo programmato”

            ⁃          L’Istituzione di un Conservatorio musicale Internazionale (non conosco Egadino che non sappia suonare uno strumento musicale)

            ⁃          Scuola internazionale di drammatizzazione (scenografia etc.)

            ⁃          Master internazionali di cucina

            ⁃          Le iniziative e le strutture dovrebbero essere poste al servizio di esperienze congressuali di alto livello

            ⁃          TURISMO – le peculiari e favorevoli condizioni territoriali e climatiche sono le condizioni ideali per un turismo diversificato per stagioni, fasce di età e durata e va sviluppato in modo autonomo per quanto riguarda “i contatti” di provenienza (in particolare per il turismo c.d. “ Senior” in grado di assicurare la presenza turistica e dei “visitatori” tutto l’anno innescando il principio di restare aperti. Va sviluppato, naturalmente, uno strategico contatto con gli altri comuni e le altre istituzioni (riserve, parchi archeologici,musei,terme etc) per ideare “percorsi” ed eventi condivisi (sono personalmente resistente ad iniziative tipo distretti, Gal, Gac etc).

            ⁃          Sul piano amministrativo sono per sostenere il “bilancio partecipato” e la piattaforma pubblica informatica.

            ⁃          Mobilità sostenibile

            ⁃          Sicurezza, salute e benessere dei cittadini, come già detto, sono alla base dell’intero programma.  Certo, per quanto mi riguarda, il programma va condiviso e “deve” necessariamente essere arricchito dalla partecipazione dei giovani per assicurare, realmente, continuità. 

Aldo Marchingiglio